Iit, personale in stato di agitazione: “La Fondazione non vuole adeguare la paga all’inflazione”

Genova. Stato di agitazione del personale dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Lo ha deliberato all’unanimità l’assemblea dei dipendenti a seguito dell’esito negativo del secondo tavolo di contrattazione economica con la Fondazione.
“Nel corso della trattativa – riferiscono i rappresentanti dei lavoratori – la Fondazione ha respinto tutte le proposte avanzate da Rsu e organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. In particolare, a fronte di una richiesta di adeguamento della paga base pari al 12%, motivata dalla significativa perdita di potere d’acquisto degli ultimi anni e dal necessario riconoscimento economico della professionalità espressa dal personale, la controparte ha formulato una proposta di aumento pari all’1,5%, riconoscendo di fatto solo quanto già previsto dall’indennità di vacanza contrattuale”.
“Riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori dell’istituto il giusto incremento retributivo per fare fronte alle esigenze quotidiano non può e non deve essere tacciato di insostenibilità come, invece, la Fondazione ha fatto al tavolo di trattativa”, prosegue la nota della Rsu.
“Ad essere insostenibile è la posizione di chi ha la responsabilità di gestire un pezzo dello Stato, come affermato dal direttore scientifico in occasione dell’audizione alla commissione Bilancio del Senato il 3 novembre 2025, ma non sa o non vuole garantire ai propri lavoratori percorsi di carriera in linea con la rilevanza dell’Istituto e, più banalmente, la rivalutazione dei salari per consentire il dovuto recupero del potere di acquisto”, concludono.




