Sport

E ora le Alpi Francesi 2030, ma è tutto ancora in alto mare


Il 22 febbraio all’Arena di Verona si terrà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026: l’occasione per il passaggio del testimone ai prossimi Giochi, quelli delle Alpi Francesi 2030 (1-17 febbraio). I quotidiani transalpini stanno elogiando gli italiani, e la loro organizzazione. Perché in Francia è un disastro, ci sono ritardi, dimissioni e polemiche infinite. Il comitato francese parla di “disaccordi inconciliabili” tra il suo presidente e il direttore generale. Si è tenuta una riunione di emergenza col governo, il movimento olimpico e le Regioni ospitanti. Come tabella di marcia, sono state fissate due tappe. Il 22 febbraio si riunirà un comitato esecutivo. Un’ulteriore riunione, prevista per il 19 marzo, definirà “le modalità operative della nuova organizzazione”, in una fase che riceverà il sostegno statale per garantire la transizione.

Fonti governative hanno sottolineato la necessità di “chiarezza e stabilità nella governance”, a dimostrazione del crescente controllo politico sul progetto. In pratica, il comitato organizzatore è stato commissariato. Il Parlamento francese inoltre è preoccupato per la capacità dell’organizzazione di “realizzare un evento di questa portata”. La mappa definitiva delle sedi non è ancora stata approvata e dovrebbe essere pronta entro la metà dell’anno, mentre l’opzione di organizzare il pattinaggio di velocità fuori dalla Francia (si era parlato anche dell’Oval di Torino), per evitare gli elevati costi di costruzione di una nuova pista, continua a generare controversie politiche. Il budget complessivo del progetto a 3,4 miliardi di euro (meno, in teoria, di Milano-Cortina). Il Cio sa dei ritardi francesi, ma non fa nulla, almeno per ora. Meglio procede l’organizzazione di Utah 2034. “Sono Giochi davvero magici”. Ci sono “delle criticità ad esempio sulle distanze ma il feedback è stato fin qui molto positivo da parte di tutti i partecipanti ai Giochi. I volontari stanno facendo un lavoro straordinario e non ci sono lamentele”, spiega la presidente del Cio, Kirsty Coventry, su Milano-Cortina.

Coventry ieri era a Cortina, dove ha assistito alla vittoria di Federica Brignone nel superG. “Ci sono andata in auto con il mio team, non è stato il massimo del comfort ma è andata bene….”. Il Cio ha evitato di utilizzare l’elicottero per motivi di immagine e i trasferimenti in auto sono lunghi su un territorio così vasto. Il Cio ci tiene che le Olimpiadi possano lasciare una legacy, una eredità, e non cattedrali nel deserto (come successo in passato). L’Italia ci crede e ci prova. “La nuova pista Monti di bob a Cortina è stata determinante, non importante. Il suo futuro? Non ne abbiamo ancora parlato ma servirà una gestione congiunta. Ci sono tanti modelli che stanno in piedi, non vedo perché non dovremmo riuscire ad avere un modello di sostenibilità della pista come i francesi, i tedeschi o i lettoni” ha spiegato Carlo Mornati, segretario generale del Coni e capo missione dell’Italia Team ai Giochi Invernali.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »