Oggi “To Record Only Water for Ten Days” di John Frusciante compie 25 anni

Gli album di John Frusciante suggeriscono sempre che il suo talento – la sua visione – sia troppo grande per i Red Hot Chili Peppers.
Non nel senso che in loro compagnia lui sia sprecato, tutt’altro: insieme hanno prodotto le cose migliori per l’uno e per gli altri, venduto decine di milioni di dischi e vissuto il sogno.
Insomma si completano perfettamente, almeno in certe circostanze. Ma, nonostante questo, è indubbio che Frusciante abbia anche bisogno di esprimersi in molte altre direzioni diverse, con approcci e linguaggi che non appartengono a Kiedis, Flea e Smith.
Era in qualche modo chiaro persino in quei due primi lavori che lui registrò da solo, perso tra gli aghi e lo squallore di metà anni ’90 (“Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt”, “Smile from the Streets You Hold”).
Il terzo, “To Record Only Water For Ten Days” (2001), rese il fatto manifesto a tutto il mondo proprio nel momento in cui i RHCP godevano della gran botta di popolarità portata da “Californication”, e stavano per cavalcare di nuovo l’onda pubblicando “By The Way”.
È un disco costruito attorno a tre elementi: voce, chitarra, drum machine. Niente disperazione: nel libretto, John ci guarda dritti in faccia sorridendoci compiaciuto, ed anche nelle liriche, cercando un qualche tema ricorrente s’incappa (al più) in quello della redenzione (anche se si procede più che altro per impressioni).
L’impianto ritmico di “To Record Only Water For Ten Days” attinge dalla wave degli ’80, dai momenti più dark di New Order, Depeche Mode, magari Cure, Cabaret Voltaire. Idem le linee di synth sullo sfondo.
La voce di Frusciante è spesso riparata dietro lo spesso strato lo-fi che permea l’intero album e non è mai diretta, tantomeno cristallina. Ogni tanto elabora melodie che potrebbero dare vita a qualche brano (persino) molto orecchiabile, come a dimostrare che anche l’istinto è assolutamente intatto: è il caso di “Going Inside”, “Someone’s”, “Moments Have You”.
Infine, le chitarre: sempre a bassa fedeltà e quasi gracchianti le acustiche, mentre le elettriche rimangono comunque essenziali, mai funamboliche; spesso il loro destino è quello di contribuire, appuntare, mentre altrove guidano portando bagliori improvvisi (“Ramparts”, che sembra quasi il Four Tet pre-“Ringer”, o la primavera improvvisa di “Murderers”).
Sembra strano poter associare il concetto di rinascita ad un’opera come “To Record Only Water For Ten Days”, che per molti versi suona quasi chiuso, claustrofobico, privato. Eppure è così.
Pubblicazione: 13 febbraio 2001
Durata: 42:11
Dischi: 1
Tracce: 15
Genere: Rock alternativo, Musica elettronica
Etichetta: Warner Bros.
Produttore: John Frusciante
Tracklist:
Going Inside
Someone’s
The First Season
Wind Up Space
Away & Anywhere
Remain
Fallout
Ramparts
With No One
Murderers
Invisible Movement
Representing
In Rime
Saturation
Moments Have You
Resolution (Japanese Bonustrack)
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