Unione dei Comuni, avanti tutta tra Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto
Conferenza stampa di Sandro Principe sull’Unione dei Comuni, si parte con Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo ma il numero dei Comuni è destinato ad allargarsi
RENDE (COSENZA) – Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo insieme per realizzare l’Unione dei Comuni. Ma non si procede “a numero chiuso”, questo sia ben chiaro. Il bacino dei Comuni è pertanto destinato a dilatarsi (anche considerevolmente). Nella sala Del Giunta del Comune di Rende il sindaco Sandro Principe ha tenuto una conferenza stampa “sulla sperimentazione” dell’Unione dei Comuni.
La bozza dello Statuto è pronta e lunedì 16 febbraio 2026 sarà inviata ai Comuni di Cosenza, Castrolibero e Montalto Uffugo. Questi ultimi potranno naturalmente formulare tutte le osservazioni del caso e proporre modifiche. Una fase necessariamente sperimentale, dicevamo, ma di certo non siamo dinanzi a un tentativo velleitario.
LE PAROLE DI SANDRO PRINCIPE
Di questo è certo Principe che si è accollato l’onore e l’onere di fare Rende capofila dell’iniziativa. “Abbiamo già espresso in campagna elettorale il nostro favore all’Unione dei Comuni. Un’unificazione dei servizi per migliorarne la qualità e l’efficienza”, ha esordito Principe. Unione dei Comuni non fa affatto rima con fusione, questo è evidente. “Spiegammo durante la campagna referendaria che proprio la mancanza di una sperimentazione dell’Unione dei Comuni rendeva la fusione che ci veniva imposta un vero e proprio azzardo”, rileva il sindaco di Rende. Anzi, è palese che da un punto di vista politico l’Unione dei Comuni rappresenti, soprattutto nel breve periodo, un ‘antidoto’ ad eventuali rigurgiti fusionistici.
PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E RIFIUTI
“Ritengo che l’Unione dei Comuni sia una necessità. Giornate complesse come queste, dovute all’emergenza maltempo, lo testimoniano”, aggiunge il primo cittadino. Si parte dalla programmazione territoriale e dai rifiuti. Su quest’ultimo settore le aspettative sono alte: “Rappresenta un primo banco di prova molto importante, serve un piano moderno”. Centrali i macroservizi legati all’ambiente: comunità energetiche e teleriscaldamento. Così come sarà funzionale interagire nei “settori strategici” dei trasporti e delle infrastrutture.
CULTURA E WELFARE
Principe ripropone, per quando riguarda la cultura, il suo caposaldo del cartellone unico degli eventi. “Quando ero assessore regionale ‘obbligavo’ le varie aree urbane a cooperare in tal senso”. Idee chiare anche sul welfare con un sostegno ad anziani e persone disabili. Gli ambiti territoriali sociali esistono già, è vero, ma non sfugge come Cosenza e Montalto facciano parte di un diverso ambito rispetto a Rende. Il primo cittadino ha poi evidenziato l’incombenza di intervenire sulla Polizia Locale e la Protezione civile.
IL RAPPORTO CON L’UNICAL E LE POLITICHE LAVORATIVE
L’Unione dei Comuni dovrà riservare la massima attenzione alla sinergia con L’Unical. E qui Principe esorta il rettore Gianluigi Greco a “politiche comuni”. Il sindaco ha ricordato i precedenti della realizzazione del Crai e del Cud. Esempi pioneristici di visione, di innovazione e di ricerca. Principe ha inoltre ribadito come le aziende innovative debbano sorgere al centro della città e non necessariamente nelle zone industriali.
L’ORGANIZZAZIONE DELL’UNIONE DEI COMUNI
Per quanto concerne l’organizzazione dell’Unione dei Comuni, la bozza dello Statuto prevede un presidente (uno dei sindaci dei quattro Comuni), una Giunta composta da quattro assessori più tre assessori che rappresenteranno i Comuni successivamente aderenti. Prevista anche la figura di assessori “esterni”. Nel Consiglio comunale, dotato di un presidente, ogni Comune sarà rappresentato dal sindaco e tre consiglieri comunali (due di maggioranza e uno di minoranza). Sarà inoltre un’Unione dei Comuni “a geografia variabile”: vale a dire che su settori specifici anche Comuni fuori dal contesto territoriale dell’area urbana e dell’hinterland potranno aderire. Sulle spese il principale parametro sarà il contributo rapportato alla popolazione (sulla polizia municipale si prenderanno in considerazione territorio e popolazione) fermo restando che il Consiglio potrà differenziare sui singoli servizi.
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