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Ha avuto bisogno di una colletta per sciare, era falegname: ora Von Allmen sta facendo la storia

Di nome Franjo, anche se dalle sue parti sperdute nel Canton del Berna lo chiamano Nöggu, “ciuccio” in tedesco-svizzero: da bimbo si ostinava a tenerne due contemporaneamente in bocca. Accumulatore seriale sin dall’infanzia, Von Allmen, il ragazzone di 24 anni e quasi 100 chili che fino all’anno scorso pochi conoscevano e che in cinque giorni ha vinto tre ori alle Olimpiadi (discesa, combinata e superG sull’arcigna Stelvio di Bormio). Mica da tutti, anzi, e addirittura alla sua prima partecipazione.

Un’impresa riuscita solo ad altri due sciatori e ad una sciatrice

Terzo sciatore in campo maschile della storia a riuscire nell’impresa di raccogliere le più luccicanti delle medaglie in un’unica edizione dei Giochi, lo hanno preceduto in epoche ormai seppiate solo l’austriaco Toni Sailer (Cortina d’Ampezzo, 1956), il francese Jean-Claude Killy (Grenoble, 1968). in campo femmnile invece ci era riuscita la croata Janica Kostelić (Salt Lake City 2002). Ha battuto il blasonatissimo compagno di squadra, Marco Odermatt, 28 anni, rimasto col bronzo e col broncio, dopo il 4° posto in libera (e l’argento in combinata). Oddi, leader di coppa e di disciplina, è dietro anche all’americano Ryan Cochran-Siegle che, interpellato sul clima nel suo paese, dribbla con maestria il rischio di polemiche: «Siamo a un grande evento, dobbiamo mandare messaggi positivi: io sono orgoglioso di rappresentare gli Stati Uniti».

(afp)

“Non svegliatami”

Franjo sembra estraneo a qualsiasi cosa non appartenga alla gioia della neve. «Non mi interessano tanto i risultati, ma il piacere di sciare. Mi cambieranno queste medaglie? Intanto ancora non ci credo e per favore non svegliatemi. Certo è che sono curioso di capire cosa mi riserva il futuro, anche se credo che rimarrò la stessa persona di sempre».

Moto, sci e paracadutismo

Lo spericolato fanciullo ha iniziato a camminare sugli sci, a due anni, non a caso lo hanno soprannominato il demonio della velocità. Infatti adora il motocross («mi dà equilibrio») che pratica anche in Italia e non disdegna le acrobazie con gli sci e il paracadutismo. Con Odermatt e Alexis Monney, si sono chiamati Les chiens fous, “i cani matti”.

Il rischio di fermarsi dopo la morte del papà, la colletta del paese

E dire che Franjo nella sua corsa ha rischiato di fermarsi quando è morto suo papà («Ho pensato tanto a lui dopo la discesa»), aveva 17 anni, e i soldi in casa erano pochi: mamma Susanna si è ritrovata col peso di mandare avanti tre figli e la fattoria di famiglia a Boltigen, nell’alta Simmental, «un posto che tutti dicono sperduto, ma io ci sono molto affezionato, è davvero bellissimo e non è così isolato come alcuni credono». Lui ci vive ancora lì, sul Passo dello Jaun, condividendo un appartamento col fratello Kilian, in paese gli hanno dedicato anche una salsiccia, ma insomma: cinquanta minuti di macchina, nel nulla, per raggiungere Berna. Regione rurale, in paese hanno avviato una raccolta fondi per mandare avanti la loro speranza: la colletta ha fruttato circa 16mila franchi, poco meno di 18mila euro.

L’apprendistato da falegname

Soldi investiti bene, visto che Von Allmen ha potuto raggiungere la nazionale grazie al supporto della federazione elvetica ed è nel gruppo dei discesisti guidati da Reto Nydegger, oltre ad avere come skiman Sepp Kupperlwieser, lo stesso del grandissimo discesista svizzero Beat Feuz, col quale condivide il dono di una sensibilità sopraffina dei piedi: nel 2023 l’esordio in coppa del mondo e l’anno scorso i suoi primi podi compresi cinque successi, oltre a due medaglie ai Mondiali di Saalbach (discesa e combinata). Fosse fallito il progetto sci, ecco il piano B: dopo le scuole medie, ha fatto un apprendistato di quattro anni come carpentiere e falegname a Zweisimmen, «ho una strada di riserva se qualcosa non fosse andato bene». Meglio di così, solo la panetteria di zio Emanuel Mänu Kammer, dove i biscotti a forma di ciuccio, i Nöggu, sono diventati un best seller.


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