Economia

John Elkann, niente messa alla prova: la gip respinge la proposta e restituisce gli atti al pm

Salta la messa alla prova come tutor nelle scuole salesiane di Torino per John Elkann, amministratore delegato di Exor che con Gedi edita anche Repubblica. La gip di Torino, Giovanna Di Maria, ha rigettato l’istanza avanzata dai difensori, a cui la procura aveva dato il via libera e che avrebbe comportato, dopo 10 mesi di messa alla prova, l’estinzione del reato. Elkann è indagato dalla procura per truffa ai danni dello Stato e presunte dichiarazioni infedeli riguardo alla residenza di Marella Caracciolo, vedova dell’avvocato Gianni Agnelli.

La decisione è da leggere in relazione all’imputazione coatta formulata dai pm, su richiesta di un altro giudice, Antonio Borretta, per John Elkann e per il commercialista Gianluca Ferrero. Uno sviluppo che segue la decisione già presa dalla stessa gip Di Maria riguardo la richiesta di patteggiamento per Ferrero, nell’ambito della stessa inchiesta coordinata dai pm Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti.

La gip, all’udienza di oggi, ha rigettato la richiesta di messa alla prova e ordinato la restituzione degli atti alla procura. Dunque la questione per Elkann, come già per Ferrero, torna ai pm e si attende la chiusura dell’indagine prevista in autunno.

“Come atteso è stata rigettata l’istanza di map – commentano gli avvocati di Elkann, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi – Noi avevamo sinceramente perso interesse rispetto a questa istanza vista la frammentazione che si era creata nel quadro processuale. È una decisione che per noi non cambia niente, gli atti saranno restituiti al pubblico ministero e dovrà notificarci l’avviso di chiusura indagini e poi noi andremo avanti nel merito e dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla”.

Elkann parteciperà all’eventuale udienza preliminare? “È una valutazione che dovremo svolgere nella fase successiva – aggiungono i difensori – quello che è importante segnalare adesso è la volontà di dimostrare l’estraneità dei fatti in relazione alla posizione del nostro assistito”.


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