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Paesi europei in ordine sparso sulle nuove relazioni con gli Stati Uniti

BRUXELLES – Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca sta scombussolando le carte a livello mondiale, ma anche tra i Ventisette. I governi sanno di dover serrare i ranghi, ma non mancano incertezze e dubbi su come affrontare la situazione. Uno studio dello European Council on Foreign Relations sottolinea il diverso atteggiamento dei paesi membri, e fa notare sottili differenze tra Berlino e Roma mentre in Italia c’è chi cavalca con foga l’idea di un nuovo rapporto con la Germania.

Riassume il centro-studi in un rapporto che Il Sole/24 Ore ha ricevuto in anteprima: «Una maggioranza di persone è consapevole che gli Stati Uniti non possono più essere considerati un alleato affidabile. Una maggioranza accetta anche la necessità di aumentare la spesa in difesa. Il problema è che questi due elementi, rappresentativi di un certo ‘risveglio geopolitico’ dell’Europa, sono distribuiti in modo non uniforme nel continente, e non necessariamente coincidono nella mente delle persone».

Il sondaggio è stato effettuato nel novembre scorso e ha preso in conto 13 paesi. In pressoché tutti questi paesi l’immagine degli Stati Uniti è scesa rispetto al novembre del 2024, anche in quegli Stati membri dove la vicinanza ideologica è più evidente (come l’Ungheria per esempio). L’unica eccezione è la Polonia dove il 31% delle persone interpellate continua a pensare che l’America sia un alleato. In Italia la quota è diminuita dal 18 al 12%; in Germania dal 19 al 12%.

Sulla base delle risposte a una serie di domande che spaziano dall’eventuale aumento della spesa militare alla possibile reintroduzione del servizio militare, lo European Council on Foreign Relations divide la società europea in sei grandi gruppi, in parte prendendo a prestito le espressioni di coloro che seguono la politica monetaria delle banche centrali: i falchi, le colombe, gli atlantisti, i ribelli, i nazionalisti e i fedeli di Donald Trump.

Secondo questa suddivisione, al gruppo dei falchi – il più importante nella classifica dello European Council on Foreign Relations – appartengono nei fatti sia la Germania che la Francia. Sono paesi combattivi nei confronti della Russia, ma anche degli Stati Uniti, e credono all’urgenza di aumentare la spesa militare. Nella Repubblica Federale, i falchi sono una maggioranza degli elettori nei due partiti del governo di Friedrich Merz, il socialdemocratico e il democristiano.


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