impatti del decreto sulle retribuzioni
Il governo si avvia a definire il decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue sul tema delle discriminazioni retributive. L’obiettivo è molto importante, ma occorre evitare che la normativa si traduca per le aziende in un mero sforzo di elaborazione documentale e dunque in un improduttivo aggravio burocratico per le direzioni del personale.
Sta facendo molto discutere gli addetti ai lavori del mondo delle Risorse Umane una doppia previsione normativa che cambierebbe in modo significativo i processi di ricerca e selezione dei candidati.
Secondo la bozza in discussione, da un lato le aziende nella pubblicazione degli annunci di lavoro dovrebbero indicare la remunerazione prevista per il ruolo da ricoprire e contestualmente durante il percorso di selezione non potrebbero chiedere al candidato quanto guadagna attualmente e/o quanto ha guadagnato in passato.
Analizziamo separatamente i possibili effetti delle due misure.
Per quanto riguarda la prima, se le società in fase di ricerca di personale e/o i loro consulenti (società specializzate nel recruiting e agenzie per il lavoro) potranno pubblicare dei range retributivi probabilmente utilizzeranno “forchette minimo – massimo” molto ampie. Questa scelta, che depotenzierebbe significativamente la misura, non risponderebbe solo ad una logica opportunistica. Frequentemente infatti le aziende, quando elaborano gli annunci, non hanno ancora definito in modo compiuto un unico “profilo ideale di candidato”. Talvolta addirittura non è definita ex ante neanche la tipologia di contratto. Spesso, prima trovo la persona giusta e poi, sulla base delle sue richieste, aggiusto anche in modo sostanziale il budget o addirittura il tipo di contratto. Un classico esempio è quello delle opzioni “giovane – anziano”: il ruolo potrebbe essere ricoperto dal giovane di potenziale con stipendio ancora contenuto, o dal “vecchio leone” superesperto con richieste salariali molto importanti. La scelta dipenderà dalla combinazione di mille fattori che non possono essere valutati ex ante in fase di redazione dell’annuncio, ma solo dopo aver conosciuto vis a vis i candidati.
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