Basilicata

Mini vitalizi in regione Basilicata, si spacca Fratelli d’Italia

Mini vitalizi, la “pensioncina” divide i Fratelli d’Italia. Dopo Pittella (Azione) anche Cicala (FdI) chiede di azzerare la legge e non limitarsi a modificarla. Ma il resto della maggioranza vuole tenere la pensioncina per i consiglieri in carica


POTENZA – Si allargano le spaccature all’interno della maggioranza regionale sui mini-vitalizi introdotti a metà dicembre. Mentre si allungano i tempi per il ritorno in aula annunciato dal governatore Vito Bardi.

MINI VITALIZI, SI ALLARGANO LE SPACCATURE IN MAGGIORANZA

A tenere banco ci sono proprio i correttivi annunciati dal governatore sugli aspetti più discussi della normativa. Vale a dire la retroattività estesa anche alle ultime due legislature, per consentire l’accesso alla pensioncina da 600 euro mese anche agli altri “orfani” dei vitalizi veri e propri, aboliti nel 2012. Come pure la facoltà di coprire la contribuzione richiesta, pari a oltre 30mila euro per quinquennio integrati dal Consiglio con altri 90mila euro, re-impossessandosi, pro quota, del non speso giacente sul fondo per finalità sociali alimentato col taglio del 10% delle indennità dei consiglieri effettuato tra il 2017 e la fine dell’anno scorso.

PITELLA, IL PRIMO A ROMPERE

All’indomani dell’annuncio di Bardi era stato il presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella (Azione), con un messaggio inviato in una chat della maggioranza, a suggerire di spingersi oltre. Cancellando tutto per ripartire da zero.
Sabato scorso però, durante una movimentata riunione di maggioranza, al fronte interno a favore dell’abrogazione totale della normativa si sarebbe aggiunto anche l’assessore all’Agricoltura Carmine Cicala (FdI).

MINI VITALIZI, CICALA DI FRATELLI D’ITALIA ROMPE GLI INDUGI

Dunque un primo esponente di Fratelli d’Italia, partito di maggioranza relativa in Regione ancora scosso dalla tirata di orecchie del responsabile nazione organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. Dopo la domanda per la pensioncina da 600 euro al mese presentata, in barba allo stop alla retroattività annunciato da Bardi, dal coordinatore regionale dei meloniani Piergiorgio Quarto, già consigliere tra il 2019 e il 2024.

LA PRESSIONE SUGLI UNDICI

Trattandosi di un assessore, senza diritto di voto in aula, i sostenitori di un intervento minimale sul nuovo sistema previdenziale conterebbero ancora su 11 componenti del parlamentino lucano su 21. A fronte di una singola assenza, tuttavia, il numero legale occorrerebbe la presenza in aula di almeno un consigliere del fronte per l’abrogazione totale della norma. E la pressione sugli 11 è destinata a salire anche da parte dei 5 ex che hanno già fatto domanda per la pensioncina: Quarto, Dina Sileo (Lega), Gino Giorgetti (M5s poi Misto), Massimo Zullino (Lega poi Misto) e Gianni Leggieri (M5s poi Bacc).
Nella bozza con le modifiche che la maggioranza intende apportare alla normativa, infatti, è stato inserito un apposito comma per neutralizzare le loro domande, che resterebbero «prive di effetti».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »