Porsche affiancata al semaforo, dal finestrino spunta una pistola. Il conducente della supercar: «Pensavo a una rapina»
ANCONA Con la Porsche Carrera si ferma al semaforo della stazione e viene agganciato da una vettura con a bordo tre persone. Il passeggero tira giù il finestrino, fa il dito medio e gli punta contro una pistola. Sono gli estremi della ricostruzione accusatoria con cui la procura ha portato in aula un peruviano di 31 anni residente a Falconara. Nei suoi confronti ieri mattina si è tenuta l’udienza predibattimentale per i reati di minaccia e porto abusivo delle armi.
Il rinvio
Non se ne è fatto niente, poiché – essendo aggravato il primo reato – bisogna passare dall’udienza preliminare davanti al gup. Il conducente della Porsche, un 45enne campano, era pronto a costituirsi parte civile con l’avvocato Fabrizio La Rocca. «Pensavo volessero rapinarmi» aveva detto all’epoca alle forze dell’ordine quando aveva denunciato l’accaduto. Si era spaventato, pensando anche alla parentela che lo lega (solo formalmente, senza implicazioni processuali) ad alcuni membri appartenenti a un clan camorristico. Sembra più probabile che si sia trattato semplicemente di una bravata, con l’utilizzo di un’arma giocattolo. Ma il tutto dovrà essere vagliato dal giudice. Il 45enne, dopo l’iniziale choc, aveva inseguito la Seat Leon condotta da un ragazzo anconetano estraneo ai fatti, fotografando la targa. Un accorgimento che aveva consentito agli investigatori di ricostruire la vicenda e risalire agli occupanti dell’auto.
La ricostruzione
I fatti risalgono il 21 ottobre del 2023, in piazza Rosselli. Stando a quanto ricostruito, il campano si era fermato al semaforo per attendere il verde. Era a bordo di una Porsche Carrera dal colore vistoso. All’improvviso, la Seat Leon si era affiancata (c’erano due corsie) alla supercar. Dal finestrino del passeggero era spuntata un’arma. E, sempre stando all’accusa, il peruviano aveva rivolto il dito medio al campano. Tempo qualche secondo e la Leon era ripartita. Il 45enne aveva provato a inseguire la vettura con a bordo i tre soggetti, riuscendo poi a fotografare la targa e andando a sporgere denuncia alle forze dell’ordine.




