accolto il reclamo all’archiviazione. «C’è il whatsapp di una bulla che lo insulta»

«Il procedimento sul suicidio di Leonardo Calcina è stato riaperto». Ne dà comunicazione l’avvocata Pia Perricci, legale della famiglia del 15enne che si è tolto la vita nel 2024 a Senigallia: secondo i genitori il figlio avrebbe compiuto quel tragico gesto in seguito ad atti di bullismo che aveva subito a scuola, all’istituto Panzini.
Adesso il Tribunale per i minorenni di Ancona ha accolto il reclamo presentato contro il decreto di archiviazione emesso «in violazione delle norme procedurali».vSecondo quanto riferito dal legale, l’archiviazione era stata disposta senza la preventiva notifica alle persone offese, ossia ai genitori di Leonardo Calcina, in contrasto con quanto previsto dal codice di procedura penale
. Alla famiglia sono stati ora concessi 20 giorni per depositare una memoria difensiva nella quale potranno essere richieste tutte le indagini suppletive ritenute necessarie. «Dal confronto tra gli atti ispettivi del Ministero dell’Istruzione e le dichiarazioni rese ai carabinieri dalle persone informate sui fatti – spiega l’avvpcata Perricci – emergono discrepanze evidenti». Secondo la legale, tali incongruenze farebbero ritenere che qualcuno abbia mentito in merito agli episodi di bullismo ai quali il minore sarebbe stato quotidianamente sottoposto. A rafforzare questo quadro, vi sarebbe anche la diffusione di un messaggio WhatsApp tra i ragazzi, contenente una registrazione audio con una voce femminile che insultava pesantemente Leonardo Calcina.
«Chiederemo indagini approfondite – conclude l’avvocata – per dare giustizia a Leonardo, ma soprattutto affinché non ci siano altri “Leonardo”. La vita è sacra e i ragazzi devono essere tutelati». Intanto, il prossimo 12 febbraio alle ore 10.30, verrà depositata presso la Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare contro il bullismo, promossa con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei minori e prevenire nuove tragedie.




