Puglia

Bari e i miti di San Valentino

“Love is in the air”, l’amore è nell’aria, intona un delizioso motivetto del cantante John Paul Young che dal 1977 diventa un tormentone quando si vuole intendere all’amore come quella sensazione che si percepisce ovunque, un’essenza magica ed inebriante ma impalpabile come l’aria che nel giorno di San Valentino investe i cuori degli innamorati. Un breve ‘excursus’ (divagazione) ci permette di capire che prima di diventare festa degli innamorati per antonomasia, le sue radici erano pagane, sfrenate e disinibite dedicate a Luperco, dio della fertilità. Fu papa Gelasio I a spostare al giorno prima i festeggiamenti – il 14 febbraio – facendo diventare San Valentino il protettore degli innamorati e battezzandola come festa cristiana.

Ma si sa, il cuore ha le sue ragioni che la ragione stessa non conosce. Ciò spesso ha condotto ad amori impossibili, travagliati: la letteratura ne ha raccontati tantissimi primo fra tutti quello shakespeariano che a Bari, nella città vecchia in un vicolo tra la Cattedrale e la Chiesa del Gesù, trova la sua trasposizione locale nell’Arco delle Meraviglie (o arco Meraviglia). Secondo l’aneddoto popolare l’ormai leggendario ponticello a forma di arco venne realizzato in una sola notte ben 500 anni fa per permettere a due sfortunati innamorati di incontrarsi. La ricostruzione fiabesca racconta che Nicola e Maria, abitassero uno difronte all’altro ma la relazione era osteggiata dai genitori di lei; così il temerario Nicola, spinto dall’ardente fiamma dell’amore e stanco di adorare la sua amata solo dalla finestra, costruì un viadotto che unì le due case. La leggenda di Romeo e Giulietta baresi continua, ancora oggi, ad affascinare tutti, baresi e turisti. Per restare in tema, tra il 1498 e il 1500, la storia ci consegna una storia d’amore, questa volta reale, tra Alfonso d’Aragona e Lucrezia Borgia, che visse nel ducato di Bisceglie, donato dal re Federico d’Aragona al nipote, in occasione del loro matrimonio. Alla ‘signora dei veleni’ – come vuole la storia – sono collegate le ‘tette della monaca’: la loro origine è legata a una leggenda che attribuisce la creazione a suore di clausura del convento di Bisceglie o, più comunemente, del Monastero di Santa Chiara ad Altamura in onore del matrimonio tra Lucrezia e Alfonso. Il nome, piuttosto malizioso, deriva dalla loro forma che ricorda il seno femminile.

Sempre di forma di amore si tratta, sono i giardini che la città di Bari ha inaugurato il 1°marzo del 2018 in onore della duchessa Isabella d’Aragona, vissuta nel Castello Svevo intorno al 1500; Il suo ducato si caratterizza per l’interesse mostrato all’impianto urbanistico della città.

Ma Bari non è solo storia è anche folklore. Come non ricordare la storia degli sposini di Cellamare che negli anni ’90 a seguito di un video, diventato virale, fecero il giro del web rappresentando un momento di costume locale. Infine, Largo Albicocca, a Bari vecchia, il cui nome deriva da un antico albero di albicocche posto al centro della piazza, era un tempo simbolo di pegno d’amore tra i giovani baresi, per questo da qualche anno, è stata definita “Piazza degli Innamorati”.

Il luogo, con le sue mille lucine offre uno spettacolo suggestivo, ripreso in una delle scene iconiche della fiction “Lolita Lobosco”, ben si presta a festeggiare la giornata dell’amore con eventi sorprendenti e dal sapore tradizionale.




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