Semplicemente non si può – BZ News 24
Negli ultimi giorni il dibattito sull’ipotesi di una “bandiera sportiva del Sudtirolo” alle Olimpiadi Invernali è tornato al centro dell’attenzione politica. Ma al di là delle posizioni, cosa prevedono realmente le norme olimpiche e sportive internazionali?
La partecipazione ai Giochi Olimpici è regolata dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Secondo la Carta Olimpica, solo i Comitati Olimpici Nazionali riconosciuti dal CIO possono iscrivere atleti alle Olimpiadi. Ogni Comitato Olimpico rappresenta uno Stato riconosciuto a livello internazionale o, in casi storici e molto limitati, territori con uno status speciale consolidato prima dell’attuale sistema olimpico.
L’Alto Adige/Südtirol ovviamente non è uno Stato sovrano e non possiede un Comitato Olimpico riconosciuto dal CIO. Di conseguenza, non può presentare una propria delegazione olimpica, né far gareggiare atleti sotto una bandiera diversa da quella nazionale. Nel caso italiano, l’unico ente abilitato a iscrivere atleti ai Giochi è il CONI. Tutti gli atleti selezionati, indipendentemente dalla regione o dalla provincia di provenienza, competono sotto la bandiera italiana e con i simboli ufficiali della Repubblica Italiana. Esistono alcune eccezioni nel panorama olimpico, come Hong Kong o Porto Rico, ma si tratta di realtà con riconoscimenti olimpici storici, anteriori alle attuali regole del CIO, e non replicabili oggi. La stessa Carta Olimpica stabilisce che non vengono più riconosciuti nuovi Comitati Olimpici per entità non statali.
Dal punto di vista sportivo, anche le federazioni internazionali seguono lo stesso principio: l’accesso a Mondiali, Coppe del Mondo e Olimpiadi avviene tramite le federazioni nazionali affiliate. Gli atleti altoatesini oggi partecipano alle competizioni internazionali grazie all’appartenenza alle federazioni italiane, che garantiscono qualificazioni, ranking, supporto tecnico e copertura organizzativa. Non è prevista, nei regolamenti attuali, la possibilità che un atleta italiano scelga di gareggiare con una bandiera regionale o provinciale alle Olimpiadi, né come opzione individuale né come delegazione separata. L’unica alternativa sarebbe il cambio di nazionalità sportiva, possibile solo rispettando regole molto stringenti e rappresentando un altro Stato riconosciuto, non un territorio autonomo.
In sintesi, alle Olimpiadi Invernali gli atleti altoatesini possono gareggiare esclusivamente come atleti italiani, sotto la bandiera tricolore. Qualsiasi ipotesi di partecipazione con i colori o la bandiera del Südtirol o Alto Adige non trova alcun fondamento nelle norme olimpiche e sportive internazionali attualmente in vigore. Il tema, quindi, non è una questione di interpretazione politica, ma di regole codificate: finché l’Alto Adige non sarà uno Stato sovrano riconosciuto dal CIO, l’“indipendenza sportiva” alle Olimpiadi resta giuridicamente e sportivamente impraticabile.
Forse dovremmo anche finirla di discutere di ipotesi e bloccarle subito con i fatti ribadendoli immediatamente e con forza. A partire da chi governa Olimpiadi, Stato e soprattutto Provincia. Scoraggiando con un po’ più di veemenza certe derive provocatorie.




