Allontanamenti di minori, la Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza avvia le audizioni

Prende le mosse dalla vicenda della famiglia del bosco di Palmoli il ciclo di audizioni avviato dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza sul tema “presupposti e modalità dell’allontanamento dei minori dalla famiglia d’origine”, in seguito anche alla vicenda della cosiddetta ‘casa nel bosco’.
“I contributi degli auditi – sottolinea in una nota diffusa dall’Ansa la presidente della commissione, Michela Vittoria Brambilla – rafforzano l’impressione che si ricava dalle storie raccontate sui media, cioè che vada meglio precisata e standardizzata la procedura da seguire negli allontanamenti, di per sé sempre traumatici, sia nella fase della genesi che in quella dell’esecuzione dei provvedimenti. Si può fare molto di più per evitarli e per tutelare anche nei casi più difficili il superiore interesse dei minori”.
Gli esperti ascoltati sono Maria Cinque, professore ordinario di Didattica e pedagogia speciale alla Lumsa; Daniela Barni, professore associato di Psicologia sociale nell’Università di Bergamo; l’avvocato cassazionista Fabio Valerini: tutti hanno insistito sul tema della prevenzione della fragilità familiare e sulla delicatezza della fase esecutiva. “Dev’essere governata dal giudice sulla base di un progetto personalizzato – ha sottolineato l’avvocato Valerini – non può essere delegata agli operatori dei servizi sociali o delle forze dell’ordine, anche perché fino all’ultimo momento possono emergere fatti rilevanti di cui il giudice deve prendere conoscenza. Fondamentali per la sua decisione sono i fatti, non le valutazioni, sia pure degli esperti”. Per Barni non soltanto è necessario garantire sempre l’ascolto del minore, ma “introdurre come standard la valutazione dell’efficacia del provvedimento di allontanamento e delle sue conseguenze”. Cinque ha sottolineato l’importanza della figura, ad oggi non sufficientemente delineata, dell’ “esperto in relazioni familiari” come strumento per intercettare precocemente la fragilità ed evitare provvedimenti traumatici.
La garante dell’Abruzzo: “Ripristinare affetti e legami”
A proposito dei bambini della famiglia nel bosco è tornata a esprimersi anche la garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, ritenendo “indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine affettiva stabile, garantendo la continuità dei legami familiari, quale elemento fondamentale per il superamento delle manifestazioni di disagio evidenziate nei minori. In tale prospettiva, assume particolare rilevanza una condivisione costante con la famiglia degli obiettivi didattici, dei percorsi di adattamento alla collettività dei pari e delle scelte orientate al benessere psico-fisico dei bambini” ha affermato citando quanto suggerito nella documentazione sociosanitaria rilasciata negli ultimi giorni dall’equipe medica del servizio sanitario locale di Lanciano Vasto Chieti.
De Febis è anche tornata a parlare dell’ampia esposizione mediatica dei bambini ricordando che prevalere debba essere “esclusivamente il loro superiore interesse, che significa protezione, stabilità affettiva e rispetto della loro dignità personale”. Dalla relazione, ha proseguito De Febis, emerge inoltre che “l’interazione con i genitori risulta valida e questi rappresentino per loro un valido riferimento emotivo”. L’auspicio è che “le operazioni peritali vengano concluse in tempi celeri e che la famiglia possa ricongiungersi il prima possibile”.
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