Liguria

Spiaggia di Sturla, caccia ai finanziamenti per il progetto anti-erosione (ma serve l’input del Comune)


Genova. Il progetto Genova Ocean Agorà, pensato per salvare la spiaggia di Sturla dall’erosione e dalle mareggiate, potrà essere inserito dalla Regione Liguria nel piano triennale degli interventi di difesa e ripascimento dei litorali in attesa di trovare i finanziamenti necessari, una cifra che si aggira tra 8 e 9 milioni di euro. Lo ha detto oggi l’assessore Giacomo Giampedrone rispondendo in consiglio regionale a un’interrogazione di Federico Bogliolo (Vince Liguria).

Giampedrone ha spiegato che il progetto è suddiviso in due lotti tecnici, più un terzo di ripascimento strutturale. “Una buona notizia – ha rimarcato Bogliolo -. Ora, affinché questo importante progetto mirato alla difesa delle nostre coste e alla tutela dei cittadini venga messo in atto, il comune di Genova si dovrà impegnare ad inserirlo nella pianificazione delle priorità“. Per i finanziamenti la Regione potrà attingere a fondi europei, nazionali e regionali, ma sarà comunque necessario un passaggio da Palazzo Tursi, come ha confermato l’assessore.

La conferenza dei servizi in Comune si è conclusa a ottobre con parere positivo. L’intervento principale prevede la costruzione di un pennello che si estenderà per circa 70 metri all’estremo orientale della spiaggiaA integrazione di questa struttura, sarà realizzata anche una piattaforma dissipativa, o reef artificiale, di forma triangolare, che sarà sommersa, con il vertice orientato verso il mare e una profondità minima di un metroOltre alle strutture fisse di difesa, il piano include il ripascimento dell’arenile per ripristinare e ampliare la spiaggia. L’insieme di queste opere è volto a ridefinire e proteggere il litorale dagli effetti sempre più intensi degli agenti meteo-marini.

Il reef sommerso, la cui forma è stata modificata rispetto alle prime ipotesi, avrà la duplice funzione di “mitigare l’azione erosiva del moto ondoso sulla spiaggia e di conseguenza la risalita dell’onda verso le strutture esistenti, e con la funzione non secondaria di aumentare la ripidità dell’onda favorendo lo sviluppo di profili adatti alla pratica del surf da onda”, come si legge nella documentazione.

 




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