Marche

«Chi finanzia il ripristino dei danni a Cantiano?». I timori del sindaco per i lavori non completati

CANTIANO «Quale futuro per il paese?» E’ la domanda che si fa e pone il sindaco Alessandro Piccini dopo la fine dello stato di emergenza per l’alluvione del settembre 2022 che ha colpito pesantemente Cantiano. «Con la fine del 2025 è terminato lo stato di emergenza disciplinato dall’ordinanza del Dipartimento nazionale di protezione civile relativo all’alluvione». 

Il piano amministrativo

 

«Dal punto di vista prettamente amministrativo – rileva Piccini – ci aspettiamo il decadere della possibilità di poter ricorrere a procedure semplificate per la gestione dei danni causati dall’evento eccezionale, così come l’interruzione delle misure di sostegno alla popolazione, anche a coloro i quali, dopo più di tre anni, non sono ancora rientrati nelle proprie abitazioni». Domande e attesa: «Ci chiediamo, così come abbiamo riportato con preoccupazione al tavolo istituzionale promosso dal consigliere Rossi e alla presenza della struttura commissariale regionale, cosa ci aspetti e se la complessa e difficile ricostruzione del paese possa trovare seguito e compimento. Attendiamo a giorni una nota della struttura commissariale con la formalizzazione del nuovo assetto tecnico-amministrativo. Struttura che ringraziamo per il continuo confronto e impegno nella risoluzione delle tante problematiche che hanno coinvolto il nostro comune, che ricordiamo essere quello maggiormente coinvolto e danneggiato». Chiare le speranze: «Nostro auspicio è che possano continuare, e su questo siamo stati rassicurati, le fasi di progetto e di messa a terra degli interventi di ripristino del patrimonio pubblico già finanziati. Al contempo ci auguriamo che a quanto finanziato in maniera parziale, seguiranno poi gli altri lotti funzionali previsti dalla progettazione complessiva, per non vanificare l’impegno, non risolutivo, di risorse pubbliche».

L’esigenza di protezione

«Abbiamo anche sottolineato – precisa Alessandro Piccini – la necessità di progettare e realizzare importanti interventi di messa in sicurezza con l’obiettivo di minimizzare la probabilità che quanto accaduto possa riaccadere e quindi agire sul trattenimento dell’eventuale portata d’acqua in eccesso a monte del paese. Nell’attesa di ricevere indicazioni dalla struttura commissariale regionale, la questione però che più ci preoccupa è legata a tutti quei danni al patrimonio pubblico che a oggi non trovano copertura economica nei fondi destinati dal Governo nazionale per l’emergenza alluvionale delle Marche».

I luoghi da recuperare

Piccini entra nel dettaglio: «Che fine toccherà per esempio a piazza del Mercato, via Fiorucci, alla chiesa Collegiata, alla zona artigianale di Pontedazzo, ai ponti del Tenetra e Renaccio, agli attraversamenti sul ponte Bevano, al primo e terzo lotto della strada di Pian di Balbano? Ci dobbiamo rassegnare al fatto che Cantiano resti così o ci sono reali possibilità e prospettive per intervenire sui danni ancora irrisolti e non finanziati? La speranza è che si possano trovare coperture economiche, perlomeno alle problematiche principali irrisolte, e affrontare il tema della messa in sicurezza del paese da futuri eventi calamitosi di questo tipo».




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