Demografia in Italia: La crisi della fertilità
01.02.2026 – 15.30 – Si dice che Trieste sia una città anziana ma di certo non è l’unica a confrontarsi con i temi della demografia: il ministro della Salute degli Stati Uniti, Robert Kennedy, ha recentemente definito il calo del tasso di fertilità come “una minaccia alla sicurezza nazionale”; La Spagna di Pedro Sánchez ha appena deciso di contrastare i problemi demografici regolarizzando circa 500.000 migranti entrati illegalmente nel Paese iberico. Il tema è tuttavia globale, almeno secondo l’ultimo rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa), pubblicato nell’estate 2025 con il titolo “La vera crisi della fertilità: la ricerca dell’autonomia riproduttiva in un mondo che cambia”. L’amministrazione Trump ha dato priorità al tema nella sua agenda politica, esplorando anche varie possibilità di bonus per i bambini nati durante il suo secondo mandato: per il momento è stato annunciato che partirà un conto di investimento agevolato fiscalmente da 1.000 dollari per ciascun neonato. In questo contesto il ministro Kennedy in una conferenza stampa dell’autunno 2025 ha dichiarato: “Quando mio zio (Robert Fitzgerald Kennedy) era presidente, il tasso di fertilità negli Usa era del 3,5%. Oggi è dell’1,6%. Il livello di fertilità necessario per mantenere la popolazione è del 2,1%. Siamo al di sotto della soglia di sostituzione. Ciò rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale del nostro Paese”. Oltreoceano intanto il 27 gennaio 2026 la Spagna ha avviato un iter per sanare “circa mezzo milione di stranieri”. I requisiti: essere presenti sul suolo iberico da almeno cinque mesi prima del 31 dicembre 2025 e privi di precedenti penali. I benefici: immediati ricongiungimenti familiari anche per i figli minori e immediato accesso al lavoro “in tutti i settori e ovunque nel Paese” ai richiedenti, che successivamente concluderanno il percorso di regolarizzazione tramite la normativa ordinaria sugli stranieri. La scelta è stata definita “decisiva per l’espansione dell’economia” ed esplicitamente collegata anche a motivi di ordine demografico: “In Spagna nessuno è superfluo. Al contrario, ci mancano persone. Di fronte alla scelta tra essere un Paese chiuso e povero, oppure uno aperto e prospero, la Spagna si apre al mondo”, ha dichiarato il primo ministro Pedro Sánchez. Come in precedenza già riportato da Trieste News, si è attestata al meno 2,6% la percentuale negativa dei nuovi nati in Italia nel 2024: 10 mila neonati in meno rispetto all’anno precedente. Il periodo del Covid (2019-2023) aveva visto una diminuzione del 9,6%, pari a meno 40.000 nascite. Rispetto al 2008, la differenza negativa è addirittura di oltre 200.000 nati, equivalente a circa un terzo (-35,8%). Sono dati Istat aggiornati al 31 marzo 2025. In seguito in Friuli Venezia Giulia nei primi sette mesi del 2025 si è registrata una diminuzione delle nascite del 5,4%, rispetto allo stesso periodo del 2024. Sempre nel 2024 quasi un nuovo nato su cinque era straniero (18,5%). Il numero medio di figli per donna nel 2024 in Fvg era pari a 1,19: quasi in linea con la media nazionale di 1,18, giunta al minimo storico.
[l.g.]



