Lazio

controllate le concessioni prima di pagare

La corsa all’ombrellone è già iniziata, ma sull’estate romana soffia ancora un vento di incertezza. In vista della stagione balneare, tornano a pesare i nodi irrisolti delle concessioni demaniali e degli abusi edilizi lungo il litorale.

Un tema che rischia di trasformare le vacanze in un’incognita, come ha ricordato l’assessore capitolino al Patrimonio, Zevi, invitando i cittadini alla massima prudenza.

Il timore è quello di un déjà-vu. La scorsa estate, proprio nel pieno della stagione, i controlli della Guardia di Finanza avevano fatto scattare i sigilli su alcuni stabilimenti balneari.

Strutture chiuse all’improvviso per irregolarità amministrative o abusi mai sanati, lasciando centinaia di utenti senza spiaggia e con abbonamenti già pagati.

In molti casi, ottenere un rimborso si è rivelato un percorso a ostacoli, tra società finite in liquidazione o sottoposte a sequestro.

Ma come può difendersi un cittadino che vuole semplicemente prenotare una cabina senza brutte sorprese?

Il problema, oggi, è soprattutto l’accesso alle informazioni. Capire se una concessione è valida o se una struttura è abusiva non è affatto semplice.

Dal Campidoglio assicurano che qualcosa sta cambiando. L’assessorato promette che, prima dell’avvio ufficiale della stagione, sul sito di Roma Capitale saranno pubblicati tutti gli atti relativi alle concessioni demaniali, con l’obiettivo di rendere trasparente la situazione di ogni stabilimento.

È inoltre allo studio un canale diretto — via mail o tramite sportello digitale — che permetta ai cittadini di chiedere verifiche puntuali in tempo reale al Dipartimento Patrimonio.

Nel frattempo, però, il consiglio dell’assessore resta uno solo: cautela. Meglio chiedere ai gestori copia della concessione aggiornata, evitare pagamenti anticipati troppo consistenti e pretendere garanzie scritte sulla piena regolarità della struttura.

Per ora, dunque, il “peso” dei controlli resta sulle spalle degli utenti. Una condizione che non convince le associazioni dei consumatori, sempre più critiche verso un sistema che scarica sui cittadini responsabilità che dovrebbero essere pubbliche.

La richiesta è chiara: una “lista bianca” degli stabilimenti regolari, certificata dal Comune, per restituire serenità a chi vuole solo godersi il mare senza il rischio di vedersi chiudere l’ombrellone da un giorno all’altro.

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