Scuole Marconi e Levinas, terminati i lavori della nuova sede da 32 milioni – Merano
MERANO. Sono terminati ieri i lavori per la realizzazione della più che attesa nuova sede della Scuola professionale in lingua italiana per l’artigianato, l’industria e il commercio “Marconi”, così come della adiacente Scuola provinciale per le professioni sociali “Lévinas”. Ci sono voluti sedici anni per completare la nuova multifunzionale struttura scolastica in via Scuderie, nella zona produttiva di Maia Bassa. L’inaugurazione ufficiale, con tanto di festa, è prevista per maggio.
Ossigeno per la Marconi
Triplicati gli spazi per la Marconi che già dal 2 febbraio aprirà ai suoi studenti la nuova sede, mentre il prossimo anno scolastico sarà il momento del trasferimento delle Lévinas. Il nuovo complesso scolastico va a ad aggiungersi alla già presente Scuola provinciale professionale di lingua tedesca Zuegg, in modo da formare il secondo complesso scolastico cittadino che ospita scuole superiori. Alla presenza dei vertici scolastici e delle autorità, la cerimonia di fine lavori è stata un’occasione per esprimere un ringraziamento a tutte le realtà che hanno reso possibile la realizzazione dell’opera. Nel frattempo, già nello scorso weekend, con l’arrivo di nuovi macchinari, è iniziato il trasloco nella nuova sede di quelli provenienti dalla vecchia sede. A questo punto, con la nuova sede delle scuole Marconi e Lévinas, il mondo scolastico italiano come detto si dota di un nuovo polo formativo di eccellenza, pensato per rispondere alle esigenze della formazione tecnica e professionale, in modo da consolidare il legame tra scuola, territorio e mondo del lavoro.
«Investimento sul futuro»
Soddisfatto l’assessore Christian Bianchi, arrivato a Merano sotto una fitta neve: «Questa nuova sede non è solo un edificio scolastico, ma un investimento concreto nel futuro dei nostri giovani e della nostra comunità», ha sottolineato l’assessore provinciale che ha aggiunto: «Ogni euro destinato a questa opera d’arte è un investimento sul talento, sulle competenze e sulla capacità di costruire il domani della nostra provincia». I lavori in senso stretto sono stati avviati nell’agosto del 2022, comportando un investimento complessivo di 32 milioni di euro. In totale 280 studenti, la capacità di accoglimento totale della struttura, dei quali 200 per la Marconi e 80 per la Lévinas. «Stiamo costruendo scuole moderne, funzionali e aperte al territorio, perché crediamo che la qualità degli spazi incida direttamente sulla qualità della formazione. Opere come questa danno concretezza ai valori di educazione e progresso», ha concluso Bianchi. Soddisfatti i due dirigenti scolastici con Diana Palumbo della Marconi che spiega: «Spero che i ragazzi coltiveranno quel senso di responsabilità per ciò di cui potranno usufruire». «Ci siamo sentiti ogni giorno con i responsabili dell’opera, fornendo loro una idea di scuola che avevamo», il collega Albero Conci delle Lévinas. La struttura si articola volumetricamente in un’unica costruzione composta da tre elementi: un podio sul quale si impostano, sospesi, due distinti edifici che oppongono, in tensione, un corpo a sviluppo prevalentemente longitudinale ad un volume slanciato. Una torre di sette piani (uno interrato), per le Lévinas, con l’edificio in linea su via Scuderie (1 piano interrato e 4 fuori terra), destinato alla Marconi. Nel podio, le officine e i laboratori di meccanica, nel corpo in elevazione, quelli di elettronica. 10 aule normali e 20 speciali, in tutto. Sul fronte dei materiali, si sono scelti elementi duraturi per una piena riconoscibilità del progetto. «Impianti importanti, visti i macchinari. Per un edificio classificato CasaClima Gold, allacciato al teleriscaldamento e dotato di fotovoltaico», ha spiegato Carlotta Zambonato, architetto responsabile del progetto. Struttura che prevede anche 19 parcheggi, e un giardino lungo via Scuderie, definito da un parterre verde e da un filare di alberi ad alto fusto di nuovo impianto. Sono 33.426 meri quadrati il volume urbanistico totale della nuova scuola.




