Calabria

Precari della Giustizia, Cgil: stabilizzazioni primo risultato importante, ma la battaglia continua

“In queste ore circolano comunicati di altre sigle sindacali che si attribuiscono l’annunciata procedura di stabilizzazione di 9.368 precari del Ministero della Giustizia, a seguito dell’approvazione del PIAO 2026–2028. È bene chiarirlo: questo risultato non nasce per caso. È il frutto diretto della nostra battaglia, delle mobilitazioni e della pressione costante esercitata affinché la stabilizzazione diventasse priorità politica. Si tratta di un passo avanti importante, che rivendichiamo con forza. Ma non è affatto sufficiente”.

L’appuntamento: Sabato 31 Gennaio a Catanzaro

E’ quanto si legge in un comunicato della Funzione Pubblica CGIL Area Vasta CZ-KR-VV che organizza un Sit-In a Catanzaro il 31 gennaio, dalle ore 9:30, in Piazza Matteotti (nei pressi della Corte d’Appello), in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno giudiziario. I presidi saranno attivi in tutti gli uffici giudiziari delle Corti d’Appello d’Italia.

Le nostre rivendicazioni: #NessunoEscluso

“La nostra battaglia punta alla valorizzazione di tutto il sistema giudiziario, partendo da due pilastri fondamentali:
– Personale a tempo indeterminato: Chiediamo che l’accordo del 26 aprile 2017 venga finalmente definito per permettere la valorizzazione del personale attraverso i passaggi verticali.
–  Stabilizzazione dei Precari PNRR: Su un bacino attuale di 11.000 lavoratori (Addetti Ufficio per il Processo, Tecnici, Ingegneri, Contabili e Data Entry), il Ministero intende stabilizzarne circa 9.368. I rimanenti rischiano di restare a casa. Non lo accetteremo.
– Emergenza Precari Part-Time (Obiettivo Convergenza): Circa 390 unità in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia lavorano da oltre 10 anni con contratti a 18 ore in scadenza il 7 marzo 2026. Chiediamo la trasformazione immediata a Full-Time e la stabilizzazione definitiva, al pari dei colleghi di Cultura e MIUR”.

Un sistema al collasso

“Siamo fortemente preoccupati: con circa 700.000 pensionamenti previsti nella Pubblica Amministrazione, il comparto Giustizia necessita di almeno 15.000 assunzioni per colmare le attuali scoperture. Non ha senso mandare a casa lavoratrici e lavoratori già formati che garantiscono quotidianamente un servizio essenziale.

La mobilitazione continuerà anche a livello nazionale con il presidio del 3 febbraio a Roma. La stabilizzazione di tutte e tutti non è una concessione: è un diritto e una necessità per il Paese.

Il messaggio è chiaro: nessuno deve rimanere fuori”.


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