su via Gentile il ricordo commovente degli amici del 19enne morto in moto
Percorrendo via Gentile, nel quartiere Japigia a Bari, quel lenzuolo non passa inosservato. È vistoso, legato alle grate arrugginite che delimitano un campo, e con lo spray blu qualcuno ha scritto: “Per sempre con noi Alessandro”. C’è un cuore disegnato, all’interno le firme degli amici Ilaria, Robi, Nicolas, Enzo, Antonio, Giuseppe e Nicolangelo. E ancora, dei mazzetti di fiori in plastica e una foto in bianco e nero, fasciata dal nastro adesivo blu. Vi è ritratto un ragazzo in posa davanti a una moto di grossa cilindrata: è lui, Alessandro.
Ed è Alessandro Del Core, il 19enne morto la sera del 19 ottobre 2025 proprio lì vicino. Un incidente in moto, che a quanto pare l’avrebbe visto scontrarsi con un’auto in un impatto che si è rivelato fatale. La scomparsa di Alessandro è stato un colpo per l’intera Bari, in tanti l’hanno ricordato come un ragazzo pieno di vita, amante delle motociclette e anche meccanico. Studiava di sera, Alessandro, frequentava l’istituto Marconi-Hack. Amava le due ruote e ne conosceva i rischi – “In moto, ma sempre con la testa”, diceva – amava la palestra e i suoi amici. Ed è molto probabile che siano stati proprio questi ultimi a volerlo salutare con il lenzuolo appeso su via Gentile. Perché loro non lo dimenticano, e quella scritta blu magari per tanti automobilisti di passaggio può non significare nulla, ma sicuramente saranno anche tanti coloro che ricorderanno la vicenda.
Alessandro era un ragazzo, aveva tutta la vita davanti. Avrebbe compiuto vent’anni a gennaio, e nulla toglie che lo striscione possa essere apparso sulla strada proprio per il suo compleanno. “Educato, costante, appassionato – scriveva sui social la sua scuola, alla notizia della morte – Contiamo che il suo ricordo durerà e sarà d’esempio per chi non vuole arrendersi, per chi vuole rimettersi in gioco, per chi vuole migliorarsi”. “Impenna per noi da lassù”, si legge a fatica sulla foto di Del Core fissata sulla ringhiera arrugginita di via Gentile. “Ale vive”, ha scritto qualcuno sul marciapiede. Il tempo fa il suo corso e prova a cancellare quelle parole. Ma Alessandro, come dicono i suoi amici, resta “per sempre con noi”.



