Emilia Romagna

Accerchiano studente e lo rapinano davanti a una scuola media a Bologna


Un nuovo episodio di violenza tra giovanissimi ha scosso il quartiere Saffi, a Bologna. Giovedì 24 gennaio, davanti all’Istituto comprensivo “Fabrizio De André”, uno studente delle scuole medie è stato accerchiato, intimidito e rapinato da un gruppo di ragazzi poco più grandi. A finire nelle mani dei presunti aggressori è stato un paio di guanti, ma la dinamica ha destato forte preoccupazione tra famiglie e personale scolastico.

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Secondo quanto ricostruito dalla polizia, i giovani – probabilmente coetanei o studenti dello stesso istituto – si sono avvicinati al minorenne all’uscita da scuola, lo hanno circondato e, dopo averlo spaventato, gli hanno sottratto i guanti. Il gruppo si è poi allontanato rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.

Il racconto: paura davanti alla scuola

Il ragazzo, visibilmente scosso, è rientrato subito nell’edificio scolastico e ha chiesto aiuto. Dalla segreteria è partita la chiamata alle forze dell’ordine, che sono intervenute per raccogliere la testimonianza e avviare gli accertamenti.

L’episodio è avvenuto in pieno giorno, davanti a una scuola media, in una zona molto frequentata del quartiere Saffi. Un dettaglio che rende l’accaduto ancora più grave e che riaccende il dibattito sulla sicurezza nei pressi degli istituti scolastici.

Indagini in corso

Gli agenti stanno cercando di identificare i responsabili, anche attraverso le eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Non si esclude che i giovani coinvolti siano studenti dello stesso comprensivo o frequentatori abituali dell’area.

Per ora non risultano feriti, ma resta il forte impatto psicologico sull’alunno, che ha vissuto momenti di paura e isolamento.

Allarme sicurezza tra i genitori

L’episodio ha destato preoccupazione tra le famiglie degli studenti e nel personale scolastico. In molti chiedono maggiori controlli nelle fasce di entrata e uscita dalle scuole, soprattutto nei quartieri più esposti a fenomeni di microcriminalità.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni su episodi di bullismo, intimidazioni e piccoli reati tra minorenni, che negli ultimi mesi hanno attirato l’attenzione delle forze dell’ordine e delle istituzioni.

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