Lavori mai finiti, danni milionari per 4 condomini – Cronaca
BOLZANO. Erano contratti d’appalto milionari quelli che un’azienda emiliana – una big del mercato edile – aveva sottoscritto con quattro condomini del capoluogo. Facciate, ascensori, balconi, infissi e cappotti termici nuovi di zecca. Queste erano le promesse fatte ai residenti di alcune palazzine di via Amalfi, via Mendola, via Vittorio Veneto e lungo la Passeggiata dei castani, compresi degli alloggi Ipes.Nulla, o quasi, si è concretizzato.
La società in questione non ha mai finito le opere, in alcuni casi nemmeno le ha mai iniziate. I cantieri sono stati abbandonati dagli operai in quanto non venivano più pagati. Decine di abitanti hanno dovuto convivere con i ponteggi fermi al palo per mesi. E i danni economici, enormi.
I residenti avevano già versato gli acconti – previsti dalla legge come oneri iniziali – per progetti di rifacimento che non hanno mai visto la luce. Non bastasse, l’inadempimento ha causato ai condomini la potenziale perdita dei benefici fiscali del Superbonus 110%, generando perdite complessive superiori ai 3,3 milioni di euro. Una cifra che ora è stata sequestrata all’azienda bolognese grazie ad un’ordinanza urgente del Tribunale di Bolzano, ottenuta per i tre condomini difesi dall’avvocato bolzanino Massimo Mira. I giudici sostengono ci sia il rischio che l’impresa non possa far fronte, con il suo patrimonio, alle richieste risarcitorie dei soggetti danneggiati.
Da qui il congelamento dei beni.In poche parole i quattro condomini contestano all’impresa di non aver rispettato gli accordi d’appalto. Si procede in ambito civile per inadempimento contrattuale. L’obiettivo degli avvocati ora è ottenere un risarcimento milionario. Una buona parte di questi soldi tornerebbe ai residenti che allora dovettero versare oneri e accessori come avviene in tutte le pratiche di Superbonus, che sono a carico del committente e che vanno pagati alla sottoscrizione o comunque all’inizio del rapporto.
Le cifre versate dalle palazzine situate in via Mendola (condominio “Aurora”), lungo la Passeggiata dei Castani, via Amalfi e in via Vittorio Veneto (“Rosengarten”) sfiorerebbero il milione di euro. La maggior parte della somma sequestrata alla società è legata comunque al danno per il bonus perso. L’impresa non ha terminato i progetti entro i termini concordati e così è decaduto il diritto alle agevolazioni fiscali, ed in particolare allo sconto in fattura nella percentuale del 110%.
La difesa dell’azienda emiliana
Per alcuni condomini siamo nella fase centrale del processo.
L’impresa emiliana, nelle sue memorie, ha cercato di ribaltare la narrazione, sostenendo di essere lei la vittima. In particolare, secondo i legali difensori della società, i progettisti non avevano consegnato i documenti esecutivi idonei a permettere il lavoro. Secondo la loro tesi, senza questi elaborati l’articolo 2 del contratto era stato violato e loro non potevano ritenersi responsabili del ritardo. E ancora: la difesa avrebbe affermato che i pagamenti degli acconti non erano regolari, giustificando così il rallentamento dei lavori.L’impresa ha quindi depositato in aula una registrazione tra un subappaltatore e un tecnico sperando di dimostrare che il cantiere fosse bloccato per la mancanza di progetti.
Ma l’audio si è rivelato un “boomerang” e ha invece confermato che i lavori procedevano regolarmente e che la carenza di documenti non era mai stata sollevata come un ostacolo. Il giudice ha concluso che quella dei progetti fosse solo una scusa dell’azienda per giustificare i propri inadempimenti, rilevando inoltre la correttezza e congruità dei pagamenti effettuati dai condomini. In questo modo è stato possibile ottenere il sequestro conservativo da oltre 3 milioni di euro.Il vero motivo del blocco dei lavori, secondo gli avvocati dei condomini, era legato al fatto che l’impresa non pagava più le ditte subappaltatrici e i vari fornitori.
A ottobre 2024 la stessa impresa avrebbe inoltre venduto uno dei suoi pochi appartamenti liberi da debiti in provincia di Ferrara. Il che direbbe molto sulla situazione finanziaria.
I danni da infiltrazioni
Nel frattempo in alcune unità abitative sono stati segnalati danni da infiltrazioni d’acqua dai balconi e dalle coperture, causate dal mancato completamento a regola d’arte dei lavori. Nemmeno di quelli provvisori ed urgenti. La situazione attuale delle varie palazzine? In via Mendola i lavori erano stati completati al 40% e poi abbandonati.
Ora sono in via di ultimazione da un’altra ditta. Al condominio Rosengarten era stato messo tutto nero su bianco, ma non sono mai iniziati. Per quanto riguarda gli alloggi alla Passeggiata dei castani sono ben visibili i ponteggi, occupati ancora oggi da un’altra ditta del Veronese. Mentre nella palazzina di via Amalfi gli ultimi ritocchi lasciati in sospeso sono stati rifiniti da altri operai.




