San Michele di Appiano, pienone all’ultima Messa di don Mario – Bassa Atesina
APPIANO. Chiesa gremita, domenica, a San Michele per l’ultima messa di don Mario Mucci – ex cappellano militare per Esercito e Guardia di Finanza – che da oggi tornerà a fare il collaboratore pastorale full time nella “sua” Rovereto, richiamato dal vescovo Lauro Tisi. Ad Appiano, nel corso degli anni, hanno apprezzato proprio la sua capacità di fare comunità, il desiderio di creare una Parrocchia realmente inclusiva che con il passare degli anni ha attirato anche famiglie di polacchi, albanesi, africani e diversi residenti di madrelingua tedesca. «Sorridendo – ci ha confidato don Mario – ho sempre detto al mio vescovo di essere il referente di una pastorale multietnica, non solo italiana. Ma alla fine, in questi anni, siamo riusciti a essere inclusivi nel vero senso della parola. Per me – e non smetterò mai di dirlo – è stata un’esperienza meravigliosa».
E domenica, per capire il segno che ha lasciato don Mario dal 2019 a oggi, bastava guardare gli occhi dei parrocchiani e delle parrocchiane – dall’anziana che non si è mai persa una Messa alle giovani coppie che hanno portato i figli per la catechesi – mentre si avvicinavano a lui. Erano tutti sguardi colmi di gratitudine per un percorso fatto assieme e condiviso dal primo all’ultimo giorno.
Il grazie a don Mario e il benvenuto (il 25 gennaio) a don Henry.
Quella di domenica è stata una giornata di passaggio di consegne: si è passati dal ringraziamento a don Mario al benvenuto a don Henry, che sarà il nuovo collaboratore pastorale della comunità italiana di Appiano. Don Mario Mucci lascia un segno profondo. Il suo è stato un servizio attento alle persone, ai bisogni, alle differenze, vissuto con semplicità e ascolto, con una presenza umana discreta e attenta e sempre con un pizzico di ironia. Un contributo importante per Appiano, che resta come patrimonio comune e come invito a continuare su una strada di apertura e dialogo. Il 25 gennaio arriverà don Henry, origini africane, reduce da un’esperienza ad Altamura.




