Melania Trump, a un anno dall’insediamento del marito Donald possiamo dirlo: tra lei e la moda americana l’amore non è sbocciato
Ma come è andata in questo anno? Dell’inquilina fashion della Casa Bianca abbiamo contato circa una sessantina di apparizioni pubbliche per le quali, a onore del vero, è andata spesso a ripescare dalla sua cabina armadio che ci immaginiamo grande come la Trump Tower.
Se i vestiti non sono un’opinione, potremmo dedurre che il suo cuore batte in primis per Dolce&Gabbana. Segue a ruota la maison Dior del gruppo LVMH: la Flotus deve avere un debole per la Bar Jacket, quel capo che indossa quando il dress code richiede ufficialità e di questo deve esserne lieto Bernard Arnault, Presidente e CEO del conglomerato del lusso, tra gli illustri ospiti dell’insediamento.
Sopravvive in guardaroba, soprattutto per quanto riguarda il casual, Ralph Lauren, il brand super partes che non si preoccupò delle conseguenze di fornirle un outfit per il suo primo Inauguration Day. Tra gli americani più interessanti da segnalare figurano Micheal Kors, un look Proenza Schouler e uno Thom Browne mentre tra le case di moda note per avere lavorato con le First Ladies, sia quelle democratiche sia quelle repubblicane, spicca la presenza di Carolina Herrera e l’assenza di Oscar de la Renta. Non mancano in questo elenco Adam Lippes con ben due outfit e del plenipotenziario Hervé Pierre (in realtà solo con una pencil skirt su misura) in versione couturier e non unicamente in veste di consulente. (Di seguito una selezione dei look più interessanti dell’ultimo anno sfoderati da Melania Trump).
C’è da domandarsi se esista oppure no un «Melania effect» prima di addentrarci in speculazioni. Su Adam Lippes si sono effettivamente accesi i riflettori mondiali. Nei giorni successivi l’evento presidenziale ha venduto come mai prima, ha visto un incremento notevole di follower e di visite sul suo sito e sta mettendo a punto lo sviluppo delle sue boutique non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa.
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