Spesa sanitaria mangiata dall’inflazione e per il 22% a carico delle famiglie: la sfida sostenibilità richiede sprint su Pnrr, più servizi ed efficienza

Secondo la Relazione “persistono significative diseguaglianze nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e un evidente disallineamento Nord-Sud. Le Regioni in piano di rientro (Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia) continuano a mostrare difficoltà strutturali nonostante alcuni miglioramenti nei conti. L’aumento della mobilità sanitaria interregionale segna, inoltre, divari nell’attrattività e nella capacità di erogazione dei servizi.
Pnrr in ritardo
Sul fronte degli investimenti Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) della Missione 6 Salute, in cui sono previsti 15,6 miliardi per rafforzare prossimità, digitalizzazione e infrastrutture sanitarie, a fine 2024 risultava completato il 41% degli obiettivi, con il restante 59% da concludersi nel biennio 2025-2026. La rete di prossimità (con 1.038 Case di comunità e 307 Ospedali di Comunità in programma) rappresenta l’asse strategico per il nuovo Servizio sanitario nazionale ma il monitoraggio svolto ha evidenziato ritardi nell’avvio dei lavori e difficoltà nella copertura delle vacanze di personale, con carenze di profili sanitari e tecnici capaci di limitare la piena operatività delle nuove strutture.
Farmaci: spesa extra tetto
Sul versante farmaceutico, la spesa complessiva 2024 ha superato il tetto programmato del 15,3% del Fsn. L’introduzione dei nuovi tetti di spesa e il meccanismo del payback garantiscono – rileva la Corte dei conti – un equilibrio finanziario che presenta, tuttavia, notevoli margini di incertezza legati al contenzioso con le imprese. Cresce l’uso di generici e biosimilari.
Il nodo personale
Sul personale, si registra il significativo ricorso a contratti flessibili e, in alcune regioni, ai cosiddetti “gettonisti”, istituto che comporta maggiori costi e richiede un monitoraggio costante. In generale, la carenza di risorse pubbliche si riflette nella difficoltà di reclutamento e di mantenimento in servizio del personale.
La ricetta della Corte
La Corte ha richiamato la necessità di rafforzare la governance, accelerare gli investimenti, stabilizzare il personale e correggere i divari tra Regioni. Il futuro del SSN dipenderà, infatti, dalla capacità di trasformare le risorse in servizi qualitativamente migliori, aumentando l’efficienza gestionale e rafforzando l’equità territoriale.
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