Società

FLC CGIL contro i metal detector nelle scuole. Fracassi: “Servono più docenti e personale ATA, non controllo e repressione”

La segretaria generale della FLC CGIL Gianna Fracassi ha respinto la proposta di installare metal detector nelle scuole dopo l’omicidio di La Spezia.

La dirigente sindacale ha dichiarato che “non servono metal detector, classificazioni arbitrarie di ‘scuole a rischio’, né narrazioni tossiche che richiamano etnie o alimentano paura e stigmatizzazione”. La posizione del sindacato si oppone alle misure annunciate dal Ministro Valditara che prevedono l’installazione di dispositivi di controllo nelle scuole con maggiori problematiche. Fracassi ha affermato che “servono politiche strutturali e investimenti” invece di soluzioni basate sul controllo. La tragedia avvenuta all’Istituto Einaudi-Chiodo “scuote profondamente l’intera comunità scolastica e il Paese tutto” secondo la segretaria generale.

La scuola pubblica deve essere messa nelle condizioni di svolgere pienamente la propria funzione educativa, inclusiva ed emancipatrice. Fracassi ha sottolineato che occorre “superare una logica che tende a controllare le studentesse e gli studenti invece di ascoltarli”. La dirigente sindacale ha chiesto di “evitare semplificazioni o scorciatoie politiche” per dare senso alla tragedia.

Definanziamento e carichi di lavoro sul personale scolastico

La FLC CGIL denuncia da anni il “progressivo definanziamento del sistema pubblico di istruzione” con tagli agli organici, accorpamenti degli istituti e precarizzazione del lavoro. I carichi sempre maggiori gravano su docenti, dirigenti e personale ATA a fronte di una crescente complessità sociale e educativa. Il lavoro di chi opera nella scuola assume spesso i tratti di “eroismo quotidiano” che continua a non essere riconosciuto né valorizzato dal punto di vista economico e contrattuale.

La dotazione organica del personale ATA per il 2025/2026 resta invariata a 196.477 posti. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato il taglio di 2.174 unità di collaboratori scolastici che entrerà in vigore dall’anno scolastico 2026/2027. Fracassi ha criticato l’assenza di misure strutturali contro la precarietà: “Nessun piano di stabilizzazione, nessun percorso di assunzione straordinaria, nessuna tutela per la dignità professionale di chi lavora da anni con contratti a tempo determinato”.

La scuola pubblica non può essere lasciata sola né trasformata in luogo di controllo e repressione. Il sindacato ha chiesto “più insegnanti, più personale ATA, più risorse per affrontare il disagio giovanile“. La FLC CGIL propone di discutere “di un grande piano di risorse nella scuola pubblica, del potenziamento degli organici docenti e ATA, del rafforzamento delle sinergie con le altre agenzie pubbliche, dal servizio sanitario ai servizi sociali”.

Educazione sessuo-affettiva e centralità degli studenti

Il sindacato richiede l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva come parte integrante del curriculum scolastico. Fracassi ha spiegato che serve “una risposta all’altezza della complessità del presente, che rimetta al centro le adolescenti e gli adolescenti, la scuola e il loro ruolo fondamentale nella società”. La dirigente sindacale ha concluso che studentesse e studenti e comunità scolastiche devono sentirsi “davvero al centro dell’agenda politica e dell’interesse collettivo”.

La FLC CGIL continua a battersi per cambiare la manovra di bilancio che “non solo non risponde ai bisogni urgenti di scuola, ricerca, università e alta formazione pubbliche, ma marginalizza chi ogni giorno tiene in piedi le istituzioni statali della conoscenza”. Il sindacato ha deciso di non firmare il contratto scuola 2022-2024 perché gli incrementi economici previsti non coprono la perdita del potere d’acquisto a causa dell’inflazione al 17%. Le lavoratrici e i lavoratori del comparto dovrebbero accettare il taglio di un terzo delle retribuzioni in cambio di un beneficio risibile secondo Fracassi.


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