Isernia, una ‘luce’ che chiede ascolto e rispetto: medici e infermieri alla fiaccolata per la sanità | isNews
Anche l’Ordine e il sindacato Nursind aderiscono alla manifestazione di domenica accogliendo l’appello del sindaco Castrataro
ISERNIA. Una luce accesa per ricordare che la sanità pubblica non è una questione di numeri, ma un diritto per tutti: domenica 18 gennaio Isernia darà vita alla fiaccolata per la sanità.
Un appuntamento carico di significato che continua ad accogliere tantissime adesioni, comprese quelle dell’Ordine dei medici e dei sindacati. L’iniziativa nasce dalla battaglia portata avanti dal sindaco Piero Castrataro, che dal 26 dicembre dorme in una tenda allestita davanti all’ospedale Veneziale. Un gesto forte, estremo ed essenziale, che ha riacceso i riflettori – e il dibattito – su una questione che riguarda non solo un presidio ospedaliero, ma il futuro stesso della sanità pubblica nelle aree interne.
A ribadire il valore di questa mobilitazione è Fernando Crudele, presidente dell’Ordine dei Medici di Isernia, che annuncia la sua presenza al corteo. “Sarò come sempre al fianco dei cittadini della provincia di Isernia per la tutela e la salvaguardia del sistema sanitario regionale – ha detto – Non è la prima volta che partecipo a un corteo: è una forma simbolica ma necessaria per sensibilizzare soprattutto quei ‘burocrati’ e ‘ragionieri’ di Roma, affinché non vedano il Molise solo come un numero. Devono comprendere le giuste richieste dei pazienti e dei cittadini che vogliono una buona sanità, con risposte efficienti come avviene in altre regioni”.
Accanto ai medici, scendono in campo anche gli infermieri. La Segreteria Territoriale Nursind Campobasso-Isernia e la Segreteria Regionale Nursind Molise hanno ufficialmente aderito alla fiaccolata. Parole nette quelle della segretaria territoriale Sonia Lepore, che definisce la manifestazione “senza colori politici, ma espressione di un grido silenzioso e deciso di un popolo che non vuole vedersi sottrarre il diritto alla salute, costituzionalmente garantito”.
Per il Nursind, la difesa dell’ospedale di Isernia coincide con la difesa della salute di un intero territorio: dalle comunità della provincia fino alle aree interne di cui si parla spesso, “con poca concretezza”. Se da un lato il sindacato riconosce gli investimenti fatti su altri presìdi regionali, come Termoli, dall’altro chiede la stessa attenzione e la stessa tempestività per Isernia.
Non manca il ringraziamento del sindacatoa chi, negli ultimi mesi, ha evitato il collasso del sistema: medici in pensione, gettonisti, professionisti costretti a turni massacranti, spesso lontani dal proprio reparto. Ma, avverte Lepore “queste sono soluzioni tampone che non possono garantire una riorganizzazione strutturale”. Serve una visione di lungo periodo, che punti al potenziamento dei servizi e alla certezza del futuro.
Tra i punti ritenuti imprescindibili: il mantenimento dell’Emodinamica e del Punto Nascita, il rafforzamento degli organici infermieristici e di supporto in tutti i reparti – con particolare riferimento alla sofferenza della Dialisi di Isernia – e una riorganizzazione del personale basata su criteri oggettivi. Sullo sfondo, una richiesta chiara: assunzione di responsabilità da parte di tutti, ridimensionamento del privato a supporto (e non in sostituzione) del pubblico, superamento del commissariamento e una vera ripartenza.
La fiaccolata di domenica non sarà solo una manifestazione. Sarà un cammino collettivo, illuminato da una luce piccola – forse – ma ostinata, come quella della tenda davanti al Veneziale. Una luce che chiede ascolto, rispetto e futuro.
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