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Iran, Trump: «Aiuti in arrivo». Migliaia di morti nella repressione


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Trump incita gli iraniani a continuare a manifestare e a «prendere il controllo delle istituzioni» mentre continua la mattanza nelle piazze: «Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani, l’aiuto è in arrivo», annuncia il capo della Casa Bianca. Per Mosca le minacce Usa a Teheran sono «inaccettabili» e un nuovo attacco all’Iran avrebbe «conseguenze disastrose». Secondo la missione iraniana presso l’Onu, «le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran sono radicate nel desiderio di un cambio di regime». Il segretario di Stato americano Rubio sostiene che in questa fase Trump sta valutando «risposte non militari». Continua a salire intanto il bilancio delle vittime della repressione. Iran International stima «almeno 12mila» morti, molti dei quali sotto i 30 anni, il regime ne conteggia tremila, compresi gli agenti

Reza Pahlavi esorta l’esercito in Iran ad unirsi alla protesta

Reza Pahlavi, figlio in esilio dell’ultimo Scià iraniano espulso durante la rivoluzione del 1979, ha esortato i membri dell’esercito iraniano a proteggere i cittadini iraniani e a unirsi all’ondata di proteste. “Voi siete l’esercito nazionale dell’Iran, non l’esercito della Repubblica Islamica. Avete il dovere di proteggere la vita dei vostri compatrioti. Non avete molto tempo. Unitevi a loro il prima possibile”, ha dichiarato su X.

Capo magistratura Iran promette processi rapidi per arrestati

Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei , ha promesso processi rapidi per i sospettati arrestati durante le proteste, ha affermato oggi la televisione di stato iraniana citata dai media internazionali. «Se qualcuno ha bruciato qualcuno, decapitato qualcuno e gli ha dato fuoco, allora dobbiamo agire rapidamente», ha dichiarato Gholamhossein Mohseni Ejei durante una visita a un carcere in cui sono detenuti i manifestanti. Le agenzie di stampa iraniane lo hanno anche citato, affermando che i processi dovrebbero essere tenuti «in pubblico».

Ong: oltre 2.500 morti accertate nelle proteste

L’organizzazione per i diritti umani Hrana, con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato di aver accertato la morte di 2.571 persone durante le proteste in Iran, riporta Reuters sul suo sito Tra queste, 2.403 manifestanti, 147 persone affiliate al governo, 12 minori di 18 anni e nove civili non partecipanti alle proteste.


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