Emilia Romagna

Tre aggressioni in stazione su lavoratrici ferroviarie. Il sindacato: “Molestatore denunciato tre volte”


Paura e violenza negli spazi della stazione di Ravenna. Questo è quanto denuncia la Fit-Cis Emilia-Romagna che esprime ferma condanna per l’ennesimo spiacevole episodio avvenuto nella mattinata di oggi, martedì. “Una lavoratrice della società Mast – riferisce il sindacato – impegnata nelle attività di appalto ferroviario, è stata vittima di un’aggressione a sfondo sessuale dopo essere stata inseguita e palpeggiata da un soggetto senza fissa dimora che staziona abitualmente nell’area dello scalo. Solo il coraggioso intervento di un collega ha evitato che l’episodio degenerasse ulteriormente”.

Ma l’episodio di oggi sarebbe solo l’ultimo di una serie di violenze. Secondo il sindacato, “il soggetto responsabile dell’aggressione odierna è lo stesso già protagonista di episodi analoghi avvenuti il 29 dicembre e il 4 gennaio scorso. È assolutamente inaccettabile che, nonostante tre denunce formali già depositate e le segnalazioni relative a molestie perpetrate anche ai danni di una viaggiatrice questa mattina, un individuo pericoloso sia ancora libero di frequentare lo scalo e minacciare l’incolumità di chi lavora e di chi viaggia”.

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Come spiega Manola Cavallaro, segretaria di Fit-Cis Emilia-Romagna sarebbero due le lavoratrici ferroviarie vittime di queste aggressioni. Una notizia che arriva dopo l’emissione di un Daspo della durata di un anno nei confronti di un 27enne straniero, identificato e denunciato dagli operatori della Polizia Ferroviaria di Ravenna quale presunto autore di molestie sessuali avvenute all’interno della stazione. Per il sindacato, tuttavia, questo tipo di soluzione rappresenta “solo uno spostamento del problema e non una reale risoluzione. Senza un presidio costante e un intervento strutturale di assistenza e sicurezza, il rischio concreto è che il degrado si sposti semplicemente di pochi metri, mantenendo inalterato il clima di insicurezza per chiunque debba transitare nell’area circostante la stazione”.

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“A questo scenario degradante si aggiunge la presenza costante, nelle aree limitrofe e all’interno della stazione, di gruppi di giovani (comunemente noti come maranza) che bivaccano e infastidiscono sistematicamente sia i lavoratori che i viaggiatori – afferma la Fit Cisl – Si tratta di una situazione di autonomia non regolamentata caratterizzata da atteggiamenti ostili, insulti agli addetti e portamenti volti allo scontro”. E prosegue: “Nonostante la stazione debba restare chiusa tra le ore 00:00 e le 04:00, il personale che prende servizio all’alba continua a trovare persone estranee già presenti all’interno delle sale d’attesa, a dimostrazione di una falla evidente nei sistemi di sicurezza. Grazie ad un lavoro congiunto tra sindacati ed aziende si sono messe in piedi alcune azioni: l’inserimento delle body cam volontarie per il personale (almeno un centinaio in dotazione), l’aumento del personale alla Sicurezza, ma i fatti odierni dimostrano che la tecnologia nulla può senza un presidio fisico costante e l’allontanamento dei soggetti ostili”.

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Il sindacato dichiara di non essere più disposto “a tollerare che le lavoratrici e i lavoratori debbano recarsi al lavoro con il terrore di essere aggrediti. Non ci dobbiamo inventare nulla, esiste il protocollo nazione sulla sicurezza sottoscritto nel 2022, dobbiamo solo applicarlo. La nostra organizzazione sensibilizzerà ad applicare lo Stop Work Authority per tutto il personale, come dice il nostro contratto, che permette al lavoratore di sottrarsi immediatamente da ogni situazione di pericolo lavorativo che mini la propria salute e sicurezza”, conclude la Fit Cisl che chiede un incontro urgente con la Prefettura e il Comune di Ravenna.


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