Marche

dirottato dall’ospedale Urbani fino a Camerino

JESI «Ore senza riuscire a sapere dove fosse stato ricoverato mio marito, malato di Alzheimer. Come è possibile?». A raccontare la vicenda e porre l’interrogativo è una signora jesina, che spiega l’odissea vissuta da suo marito e dalla loro famiglia la settimana scorsa. L’uomo, ultra 70enne, è da un paio d’anni ospitato in una casa di riposo della Vallesina.

Il racconto

«Febbre alta e difficoltà di saturazione – racconta la moglie – avevano convinto il medico curante della necessità precauzionale di un ricovero in ospedale. Per questo sono stata contattata dalla struttura dove si trova mio marito intorno alle 11, per avvisarmi del ricovero. Purtroppo, in quel momento anch’io mi stavo sottoponendo a una visita medica e non ho potuto raggiungerlo subito. È stato l’inizio di ore di incertezza».

Spiega la signora: «Un’ambulanza ha prelevato mio marito dalla casa di riposo per accompagnarlo, nelle intenzioni iniziali, al pronto soccorso di Jesi. Ma tra attesa, sala piena e mancanza di posti, si è deciso infine che il paziente sarebbe stato dirottato all’ospedale di Fabriano. Per ore è stata l’ultima notizia che ho ricevuto». Prosegue il racconto: «È a Fabriano che all’una, ancora priva di aggiornamenti, ho cominciato a telefonare per chiedere come stesse mio marito e dove si trovasse, così da poterlo raggiungere. Ma né al pronto soccorso né in reparto mi sapevano dire nulla. In quell’ospedale mio marito non si riusciva a trovare». Aggiunge la signora: «Nonostante disponibilità e cortesia di tutte le persone con cui ho parlato, in tutto l’ospedale di Fabriano di mio marito non c’era traccia. L’ansia si è fatta sempre più forte. Stiamo parlando di una persona in condizioni di non autosufficienza e nello stato di un malato di Alzheimer, situazione aggravatasi ancora di più due anni fa quando, dopo una caduta e quello che ne è seguito, è precipitata».

Il nodo si è sciolto solo a pomeriggio inoltrato. «Solo dopo le 16 e grazie a gentilezza e disponibilità dell’infermiere della casa di riposo, che si è messo al telefono e ha iniziato a contattare ambulanze e 118, sono riuscita a ottenere notizie e ricostruire quello che era accaduto. Anche a Fabriano, non so per quale motivo, il ricovero non era stato accettato e mio marito era stato ulteriormente dirottato, addirittura a Camerino. Con cambio di ambulanza, dato che quelle in servizio in provincia non si sarebbero potute spingere fin là». Oggi, racconta la signora, «mio marito sta meglio ed è stato dimesso. Sotto questo punto di vista, per quanto lo si possa dire, è andata bene. Ma come è possibile fare vivere a una famiglia una simile situazione di incertezza e angoscia?».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »