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Iran, sangue sulle proteste. Presentate a Trump opzioni di attacco


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Pugno di ferro del regime in Iran che spara sulle proteste e minaccia i manifestanti, in piazza per il quattordicesimo giorno consecutivo, con la pena di morte. Il numero delle vittime, secondo le ong, è salito ad almeno 192 ma si teme un bilancio molto più pesante. Mentre prosegue il blackout di internet imposto dalle autorità, gli ospedali sono «sopraffatti» dai feriti e fonti mediche parlano di almeno 217 morti solo a Teheran, «la maggior parte a causa di proiettili veri». Gli arrestati dovrebbero essere almeno 2.638. Trump: «Pronti ad aiutare i manifestanti che lottano per la libertà». Il Wsj riferisce di «discussioni preliminari» su un possibile attacco Usa in Iran, che tuttavia non sarebbe imminente. Virale sui social la protesta delle iraniane all’estero che si filmano mentre accendono sigarette da un’immagine in fiamme di Khamenei

Capo della sicurezza in Iran: «Distinguere tra proteste e rivolte»

«È necessario distinguere tra proteste e rivolte». Lo ha affermato Ali Larijani, segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale iraniano, aggiungendo che le proteste iniziali contro le crescenti difficoltà economiche erano «del tutto comprensibili», ma successivamente «è entrata in scena una corrente distruttiva e organizzata che non ha alcun legame con le richieste economiche della popolazione». La magistratura dovrebbe «affrontare con decisione coloro che causano insicurezza«, ha affermato citato da Sky News. Ieri, il procuratore generale iraniano ha minacciato i manifestanti di pena di morte.

Il Papa: «In Iran e Siria si coltivi il dialogo e la pace»

«Il mio pensiero si rivolge a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone. Auspico e prego che si coltivi con pazienza il dialogo e la pace, perseguendo il bene comune dell’intera società». Lo ha detto il Papa all’Angelus.

Nyt: tra le opzioni di Trump attacco a siti non militari di Teheran

Negli ultimi giorni il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato informato sulle varie opzioni per un attacco militare in Iran, tra le quali attacchi a siti non militari a Teheran. Lo scrive il New York Times. Trump non ha avrebbe ancora preso una decisione definitiva in merito all’attacco. Tuttavia, i funzionari hanno affermato che starebbe seriamente valutando l’idea di autorizzare un attacco in risposta ai tentativi del regime iraniano di reprimere le manifestazioni scatenate da diffuse tensioni economiche.


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