Pesaro, operazione anti-infiltrazioni al Tetro Rossini, l’obiettivo: riaprire per il Rof
PESARO – Era agosto quando all’interno del tempio della musica classica della città cadeva un elemento della decorazione lignea intorno all’area del boccascena. Il rumore scaturito dal distaccamento di quel dettaglio non deve aver fatto sussultare nessuno, ma la eco di quel piccolo incidente si ripercuote ancora oggi perché, in una rivisitazione pesarese dell’effetto farfalla, ha portato all’attenzione dell’Amministrazione una serie di problemi di infiltrazioni alla struttura le cui soluzioni non si esauriscono in un semplice consolidamento degli stucchi.
Al teatro Rossini occorre infatti un lavoro certosino «per impermeabilizzare il tetto a causa delle numerose infiltrazioni che abbiamo riscontrato durante i controlli», parola del sindaco Biancani, che grazie a una variazione di bilancio approvata in consiglio comunale lo scorso novembre i soldi li ha trovati così che «Art Bonus o meno, possiamo iniziare i lavori il prima possibile, così da riaprire il teatro in tempo ad agosto per il Rof».
Le tempistiche
Le porte del Rossini sono chiuse ormai da quasi quattro mesi e sembra che ne saranno necessari altrettanti per poterne varcare di nuovo la soglia. «Contiamo di approvare il progetto esecutivo tra il mese di gennaio e il mese di febbraio» sono le tempistiche delineate dall’assessore al Bilancio, Riccardo Pozzi. «Avvieremo immediatamente dopo le gare per l’appalto dei lavori, in modo da aprire i cantieri nel mese di marzo e operare sulle coperture nel mese di aprile». I costi per i lavori al Rossini – 385mila euro – superano infatti la soglia stabilita per l’affidamento diretto, che si ferma a soli 150mila euro. L’iter, così come è stato tracciato dall’assessore, permetterà di «concentrarsi sugli interventi che compromettono l’utilizzo del teatro, per cui, maltempo e imprevisti permettendo, si potrebbe pensare di riaprire la struttura tra maggio e giugno». Seguendo questo programma, si dovrebbero salvare anche gli spettacoli e le recite scolastiche che si tengono a ogni fine anno scolastico, scongiurando il rischio di dover trasferire gli alunni pesaresi in teatri fuori città, se non fuori Regione, come teme la consigliera d’opposizione Giulia Marchionni. L’obiettivo finale rimane comunque «finire i lavori entro luglio, così da avere non solo un teatro agibile e accessibile ma anche senza impalcature prima di agosto». Certo, i tempi sarebbero stati molto più dilatati se in consiglio comunale non fosse passata la variazione. Ma il sindaco ha ricordato qualche settimana fa: «Quelle presentate per gli interventi al teatro sono risorse comunali che dovremmo comunque investire, ma così rischiamo di sottrarle ad altri servizi e interventi importanti per la città». E dopo il maltempo degli ultimi giorni, il pensiero va dritto agli asfalti. Ma il Comune non arretra sul teatro e per bocca del sindaco lo ha detto più volte: «Riteniamo quella del Rossini un’apertura prioritaria per la città». Tutto si gioca quindi sulla popolarità o meno che avrà l’Art Bonus, che a Pesaro ha già dato i suoi frutti: a Casa Rossini sono stati destinati 106mila euro agli arredi e le dotazioni multimediali. Lo stesso teatro ha beneficiato di 76mila euro per il rifacimento della pavimentazione della platea e di 43.300 euro per il recupero del sipario storico con mantovane e quinte, in collaborazione con Amat.




