Delegazione Pd in visita al carcere di Orvieto: «Sovraffollamento al 130% e carenza di agenti»
«Quella riscontra oggi è una situazione purtroppo diffusa anche nel resto delle carceri umbre: sovraffollamento, con celle che non garantiscono i requisiti minimi per assicurare spazio e vivibilità, violando le stesse norme Cedu e mancanza di personale di polizia penitenziaria». Così il senatore Pd Walter Verini dopo la visita alla casa circondariale di Orvieto che segue all’«appello dei sindacati di polizia penitenziaria» e agli episodi di violenza che si sono verificati nei giorni scorsi.
Sovraffollamento e pochi agenti Insieme a Verini presente una delegazione del Pd e del gruppo consiliare di Orvieto composta da Federico Giovannini, Cristina Croce e dal segretario Maurizio Talanti. «Il sovraffollamento – ha aggiunto il senatore Dem – è al 130% e gli agenti di polizia penitenziaria che mancano sono quasi la metà. Occorre intervenire subito. Le stesse gravi situazioni si riscontrano a Spoleto, a Terni, a Perugia e un po’ in tutta Itali. Pertanto chiederemo al Dap, al ministro della Giustizia e al nuovo provveditorato di intervenire, assicurando una dotazione di agenti di polizia penitenziaria adeguata e garantendo a coloro che stanno male, ai tossicodipendenti, in particolare, che possano andare in comunità e a chi può, che possa usufruire il prima possibile di benefici per uscire». Criticità riscontrate anche per quanto riguarda le prestazioni sanitarie: «Qui dalle 20 non c’è più un medico, né un infermiere e, in caso di emergenza, questa situazione non è accettabile».
Carcere di Orvieto La capogruppo in consiglio comunale Cristina Croce ha aggiunto: «Due i livelli che abbiamo potuto prendere in considerazione oggi, grazie anche alla presenza del senatore Verini. Uno riguarda appunto le criticità, il sovraffollamento, la mancanza di personale, che a livello nazionale, regionale e territoriale è sempre lo stesso. Dall’altro lato, vorrei anche sottolineare che il carcere di Orvieto, al netto di queste criticità, è sempre stato un punto di riferimento per quanto riguarda l’inserimento dei detenuti nel contesto sociale. Già dal 2014, quando fu approvato in Consiglio regionale il regolamento per la gestione dell’amministrazione condivisa, ricordo tanti progetti attraverso i quali riuscimmo a coinvolgere alcuni detenuti del carcere in lavori di pubblica utilità all’interno del contesto territoriale. Crediamo che l’amministrazione comunale dovrebbe continuare su questa linea – ha concluso la capogruppo – affinché possa fare ciò per cui è preposta, e quindi tentare di fare in modo che i detenuti vicini alla possibilità di essere reinseriti nel contesto sociale, riescano a farlo nella maniera più dignitosa possibile».
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