Marche

«Questura priva di rinforzi ma agenti inviati a Cortina per le Olimpiadi invernali»


FERMO Il sindacato di polizia Siulp torna a segnalare, con forte e rinnovata preoccupazione, il perdurare del ricorso alle aggregazioni di personale verso altre sedi, nonostante i numerosi comunicati già diramati e le ripetute segnalazioni inviate nel tempo. Una pratica che continua a gravare in modo particolare sulle realtà medio-piccole, come la Questura di Fermo, già da tempo alle prese con organici ridotti e condizioni operative particolarmente fragili. 

Le aggregazioni

In questo contesto si inserisce la recente comunicazione con cui è stato notificato che la Questura di Fermo concorrerà alle aggregazioni per le Olimpiadi invernali, oltre a un’ulteriore aggregazione verso la sede di Trieste, alla quale già partecipa da tempo mediante l’invio di personale. «Una scelta che, ancora una volta, evidenzia una scarsa attenzione verso le specificità territoriali e organizzative delle strutture di dimensioni contenute, troppo spesso assimilate a grandi Questure senza una reale e approfondita valutazione delle conseguenze operative» denuncia il sindacato. La Questura di Fermo, infatti, opera in condizioni di cronica carenza di personale, con uffici costantemente sotto pressione e risorse umane ridotte al minimo indispensabile. Per il Siulp in un simile contesto, sottrarre ulteriori agenti non può essere considerato un semplice aggiustamento organizzativo, ma rischia di compromettere seriamente l’efficienza degli uffici e la capacità di garantire adeguati standard di sicurezza sul territorio. Continuare a drenare risorse da realtà già in sofferenza significa aggravarebbe situazioni critiche, anziché affrontarle in modo razionale, equilibrato e sostenibile.

Le valutazioni

Il Siulp evidenzia inoltre come le aggregazioni vengano spesso disposte senza un’adeguata valutazione delle condizioni personali e familiari degli agenti coinvolti, con ricadute pesanti sulla vita privata, sull’organizzazione familiare e sulla serenità del personale. «Il continuo ricorso a soluzioni emergenziali, in assenza di interventi strutturali e programmazione a lungo termine, rischia di peggiorare ulteriormente la situazione, generando disservizi, sovraccarico di lavoro, stress operativo e una crescente demotivazione». Per queste ragioni il Siulp chiede un deciso cambio di passo: una revisione dei criteri di individuazione delle aggregazioni, il riconoscimento della fragilità delle piccole e medie Questure e una pianificazione più equilibrata e responsabile delle risorse umane. «La sicurezza dei cittadini non può essere garantita sacrificando sistematicamente la dignità e la vita personale degli operatori» rimarca il sindacato.

I rinforzi

La Questura di Fermo, come più volte ribadito, resta in attesa di adeguati rinforzi e continua a registrare carenze significative in ruoli fondamentali. «È doveroso ricordare – conclude il Siulp – che gli operatori della Polizia di Stato non sono numeri, ma persone, con famiglie, difficoltà concrete e responsabilità quotidiane, che meritano rispetto e scelte organizzative coerenti con la reale situazione dei territori».




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