Mila Kunis: «Sono bravissima a custodire i segreti perché li dimentico tutti». Glenn Close: «La vita stessa è un mistero: si è fortunati se si ha fede, e tutti abbiamo un senso di colpa»
In Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery il mistero è solo il punto di partenza. Uno dei tanti punti di forza sta nell’incontro tra due attrici che non potrebbero essere più diverse per storia, età e traiettoria, e che proprio per questo funzionano così bene insieme. Glenn Close, 78 anni, sette nomination all’Oscar, una carriera incredibile e un’idea assoluta di libertà, e Mila Kunis, 42, cresciuta davanti alle telecamere, capace di alternare commedia, cinema d’autore e blockbuster.
Nel terzo capitolo della saga firmata da Rian Johnson, ora su Netflix, Close e Kunis si muovono dentro un racconto che parla di fede, colpa e segreti, ma fuori dallo schermo portano due idee opposte e complementari di mestiere e di vita. Una riflette prima di parlare, l’altra parla e poi riflette. Una ha fatto della memoria un’arte, l’altra scherza sul dimenticare tutto.
Parliamo di segreti e misteri. Qual è il vostro rapporto con i segreti e con il mistero?
Mila Kunis: «Il mio rapporto con segreti e misteri? Da giovane il mio soprannome era “pesce rosso”. Perché un pesce rosso gira nella boccia e, quando torna al punto di partenza, ha già dimenticato di esserci passato. Ed è felice di rifare il giro da capo. Ed è per questo che sono bravissima a custodire i segreti. Può dirmene un milione e io li dimenticherò tutti. Spesso le persone mi dicono: “Dio, sei così brava a tenere i segreti”, ma è solo perché li ho dimenticati. Entrano da un orecchio ed escono dall’altro. Io dico: “Tranquillo, i tuoi segreti sono al sicuro con me”, e poi dimentico completamente quello che mi hanno detto. Questo è il mio rapporto con i segreti».
**Glenn Close: **«Credo che la vita stessa sia un mistero. Ogni giorno si tratta semplicemente di andare avanti e cercare di sentire di aver fatto un buon lavoro».
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