Il cinema italiano torna protagonista, quattro uscite per il primo mese dell’anno: storie diverse che raccontano il Paese di oggi
Gennaio si apre come un sipario che lascia entrare aria nuova. Le sale italiane tornano a riempirsi di storie che parlano di noi, dei nostri conflitti, delle nostre fragilità e delle nostre speranze.
È un mese che mette insieme quattro film diversissimi, eppure legati da un’idea comune: raccontare l’essere umano nelle sue contraddizioni. Dal potere alla coppia, dalla memoria alla commedia sentimentale, ogni titolo porta con sé un mondo preciso, un tono, un’emozione.
A gennaio arrivano 4 film italiane nelle sale
Il viaggio parte da La Grazia, in uscita il 15 gennaio, il nuovo film di Paolo Sorrentino, che torna a un cinema politico e intimo allo stesso tempo. Al centro c’è Mariano De Santis, Presidente della Repubblica, interpretato da un Toni Servillo sontuoso. L’uomo più osservato del Paese si ritrova improvvisamente solo davanti a un dilemma morale che mette in discussione tutto: il ruolo istituzionale, la sua identità, la sua stessa idea di giustizia.
Sorrentino costruisce un racconto che non è solo politico, ma profondamente umano. La figura del Presidente diventa un prisma attraverso cui osservare la fragilità del potere, la solitudine delle decisioni, la distanza tra ciò che si è e ciò che si deve essere. Un film attesissimo perché segna un ritorno a un cinema più asciutto, più concentrato, più vicino ai personaggi che alle atmosfere. E perché Servillo, ancora una volta, sembra nato per incarnare uomini che portano sulle spalle il peso del mondo.
Il 29 gennaio arriva Le cose non dette, il nuovo lavoro di Gabriele Muccino, che torna al suo territorio naturale: le relazioni, le crepe, le parole che restano sospese. La storia segue una coppia, Carlo ed Elisa, interpretati da Stefano Accorsi e Miriam Leone, in un viaggio che diventa un detonatore emotivo. Il Marocco fa da sfondo a un intreccio di segreti, confessioni, tradimenti e verità che emergono quando meno te l’aspetti.
Muccino costruisce un mosaico di sentimenti in cui ogni personaggio porta con sé una ferita, un desiderio, un nodo irrisolto. Il regista romano ritorna al suo linguaggio più riconoscibile: quello delle emozioni che esplodono, delle famiglie imperfette, delle relazioni che si sfaldano e si ricompongono. E perché il cast, ricchissimo, promette scintille.
Il 29 gennaio è anche il giorno di Elena del Ghetto, un film che guarda al passato per raccontare una storia vera e potentissima. Elena Di Porto, interpretata da Micaela Ramazzotti, è una figura quasi leggendaria del ghetto ebraico di Roma. Ribelle, impulsiva, coraggiosa, fu una delle poche persone a tentare di avvertire la comunità del rastrellamento del 16 ottobre 1943.
Il film segue la sua vita tra il 1938 e il 1943, restituendo il ritratto di una donna che non ha mai smesso di lottare, anche quando tutto sembrava perduto. È un’opera attesa perché porta sullo schermo una storia poco conosciuta, ma necessaria. E perché Ramazzotti, in un ruolo drammatico e fisico, sembra trovare una delle interpretazioni più intense della sua carriera. Elena del Ghetto parla di memoria, ma anche di identità, di resistenza, di ciò che resta quando tutto viene spazzato via.
Il 22 gennaio, invece, arriva un titolo che porta leggerezza, ironia e un tocco di romanticismo: 2 cuori e 2 capanne, la nuova commedia di Massimiliano Bruno. Edoardo Leo e Claudia Pandolfi interpretano due personaggi agli antipodi: lei femminista, impulsiva, allergica alle convenzioni, mentre lui è un preside rigoroso, metodico, quasi ingessato. Una notte di passione li travolge e li costringe a fare i conti con una notizia che cambia tutto: un figlio in arrivo.
Da lì parte una commedia degli opposti che si attraggono, si scontrano, si punzecchiano e, forse, imparano a capirsi. Massimiliano Bruno ha un talento naturale per raccontare la quotidianità con ironia e tenerezza, e perché la coppia Leo–Pandolfi funziona alla perfezione. È la commedia che promette di scaldare il mese, di far sorridere senza rinunciare a un pizzico di verità.
Quattro film, quattro modi diversi di guardare l’Italia e gli italiani. Il potere e la coscienza, l’amore e le sue crepe, la memoria e il coraggio, la leggerezza che salva. Gennaio diventa così un mese che invita a tornare in sala per ritrovare storie che parlano di noi, dei nostri dubbi, dei nostri desideri. È un inizio d’anno che non si limita a riempire il calendario: lo colora, lo anima, lo rende vivo. E ricorda, una volta di più, che il cinema italiano sa ancora sorprendere, emozionare, far discutere.
Cover photo courtesy of Piper Film’s social channels.
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