Dalla Terapia intensiva alla Neuroriabilitazione: quello che è stato fatto per salvare Antonia | isNews
Il direttore sanitario di Neuromed Fulvio Aloj spiega: “Più che contenti dei risultati ottenuti, la ragazza presenta ancora qualche lieve deficit ma siamo fiduciosi che possa ulteriormente recuperare”
POZZILLI. “Ci riteniamo più che contenti dei risultati ottenuti”. Così il direttore sanitario dell’Istituto Neuromed di Pozzilli, Fulvio Aloj, ha commentato la gioia della comunità di Paupisi nell’aver potuto incontrare la giovane Antonia Ocone, paziente della struttura molisana dopo i tragici eventi del 30 settembre 2025, e constatare i suoi miglioramenti.
“Considerando il quadro clinico all’ingresso, è chiaro che è stato necessario del tempo e molto impegno da parte di tutti per avere questi risultati positivi – ha aggiunto Aloj – All’inizio le speranze di recupero erano poche, non soltanto dovute al danno cerebrale, ma anche a quelle alterazioni sistemiche che si sono avute purtroppo, in considerazione del tempo trascorso tra l’evento acuto e l’inizio delle terapie”.
La degenza della ragazza è stata lunga, iniziata da un percorso in Terapia intensiva, dove man mano si sono avuti i primi ottimi risultati. È stata successivamente trasferita in Neuroriabilitazione e qui ha iniziato il percorso riabilitativo, inframmezzato dall’intervento chirurgico di ricostruzione della scatola cranica danneggiata. “Un recupero nel quale sono stati impegnati tutti i medici con ottimi risultati grazie anche alle attrezzature presenti nella nostra Neuroriabilitazione – sottolinea in conclusione il direttore sanitario, aggiungendo: “Attualmente la ragazza presenta ancora qualche lieve deficit ma siamo fiduciosi che possa ulteriormente recuperare”.
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