Nel 2026 debutta il nuovo esame di Maturità: entro gennaio le 4 materie del colloquio. Tutte le novità

Il 2026 è l’anno del debutto del nuovo esame di Maturità. La prima prova per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado si svolgerà il 18 giugno.
Le novità sono contenute nel Decreto Scuola n. 127/2025, che ridisegna ammissione, commissioni, colloquio orale e criteri di valutazione. Di seguito tutte le novità, più ampiamente descritte nello speciale dedicato di Orizzonte Scuola.
Ammissione all’esame: voto di condotta ed educazione civica
La valutazione del comportamento assume un peso decisivo:
- con voto inferiore a 6/10 → non ammissione all’esame;
- con voto pari a 6/10 → il consiglio di classe assegna uno specifico elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale, da discutere al colloquio;
- con voto di comportamento pari o superiore a 9/10 → possibile attribuzione del punteggio massimo nella fascia di credito scolastico.
Crediti scolastici
Non cambia l’impianto generale, ma il comportamento diventa un elemento premiante: il voto alto consente di ottenere il massimo punteggio di credito previsto dalla fascia di riferimento.
Commissioni d’esame: meno commissari, più formazione
Le commissioni tornano a una struttura “classica”:
- una commissione ogni due classi;
- Presidente esterno all’istituzione scolastica;
- 2 commissari esterni;
- 2 commissari interni per ciascuna classe, appartenenti alle aree disciplinari individuate dal Ministero.
Il decreto stanzia risorse per la formazione dei docenti commissari già dal 2026.
Dal 2026/2027, la partecipazione alla formazione costituirà titolo preferenziale per la nomina.
È comunque sempre assicurata la presenza dei commissari delle materie oggetto di prima e seconda prova scritta.
Compensi
I risparmi derivanti dal minor numero di commissari saranno destinati a:
- assicurazione sanitaria integrativa;
- Fondo per l’Offerta Formativa;
- formazione dei docenti.
L’eventuale aggiornamento dei compensi di presidente e commissari sarà stabilito annualmente da un decreto del Ministero.
Entro il 31 gennaio: seconde prove e 4 materie del colloquio
Una delle novità più rilevanti riguarda le tempistiche, che diventano legge:
Entro il 31 gennaio di ogni anno, il Ministero dell’Istruzione e del Merito individuerà:
- la disciplina della seconda prova scritta;
- l’eventuale terza prova scritta per specifici indirizzi;
- le quattro discipline oggetto del colloquio orale;
- le modalità organizzative del colloquio.
Per gli istituti professionali continuano ad applicarsi le disposizioni specifiche vigenti.
Colloquio orale: addio al documento iniziale
Il colloquio sarà incentrato esclusivamente sulle quattro discipline individuate entro gennaio.
Scompare il documento iniziale predisposto dalla Commissione.
Il colloquio servirà a verificare:
- conoscenze e metodi delle discipline;
- capacità di collegamento e argomentazione critica;
- maturità e responsabilità dello studente.
Saranno inoltre valutati:
- impegno scolastico complessivo;
- attività e iniziative particolarmente meritevoli;
- competenze di educazione civica;
- esperienze di PCTO;
- competenze digitali;
- insegnamenti opzionali;
- Curriculum dello Studente.
Voto finale
Restano invariati:
- 40 punti massimo di credito scolastico;
- 60 punti massimo per le prove d’esame (20 + 20 + 20).
Novità introdotta dal decreto:
la commissione può attribuire fino a 3 punti aggiuntivi, con motivazione, ai candidati che abbiano raggiunto almeno 90/100 complessivi.
Validità dell’esame
L’esame è considerato validamente sostenuto solo se tutte le prove sono regolarmente svolte.
La norma evita situazioni emerse nel 2025, come:
- assenza al colloquio con promozione già matematica;
- “scena muta” volontaria.
Curriculum dello Studente
Il Curriculum viene allegato al diploma finale e offre una visione organica del percorso formativo.
I risultati delle prove Invalsi, obbligatorie per l’ammissione, saranno inseriti in forma descrittiva solo dopo la conclusione dell’esame.
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