Spese discutibili e fuori luogo

Pur con “luci ed ombre”, il 2025 è stato “un anno particolarmente favorevole per il turismo locale” e l’imposta di soggiorno ha garantito alle casse comunali “un introito di 2.106.773,67 euro”. A sottolinearlo è il consigliere comunale di Lista per Ravenna, Gianfranco Spadoni, che però pone l’accento su quella che definisce “la questione principale”, ovvero “l’utilizzo di questi proventi”.
Spadoni ricorda come la materia sia regolata dal Decreto legge 78/2010, che ha introdotto il “contributo di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive della città”, lasciando ai Comuni la facoltà di stabilirne l’applicazione. Tuttavia, osserva il consigliere, “oltre ad accertare le entrate, l’interrogativo riguarda l’utilizzo di questi proventi”, alla luce del fatto che la legge destina il gettito “a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali”.
Pur riconoscendo “alcune spese appropriate di promozione e sostegno delle attività turistiche”, Spadoni rileva come “alcuni impieghi su cui vengono dirottate parte delle risorse appaiano quantomeno discutibili se non addirittura fuori luogo”. Tra questi cita gli “interventi di manutenzione e di mobilità nelle località balneari” per 450 mila euro che, pur essendo “apprezzabili e fondamentali”, secondo il consigliere “dovrebbero tuttavia essere già oggetto di capitoli di spesa ordinari specifici senza gravare sui fondi del turismo”.
Analoga critica viene rivolta alla voce “manutenzione del verde e disinfestazione nelle località balneari”, anch’essa pari a 450 mila euro. Attività che Spadoni definisce “senza dubbio essenziali” ma che, a suo giudizio, “andrebbero coperte da specifici capitoli di spesa inerenti alla cura e alla gestione del verde senza drenare risorse al comparto turistico”. Non a caso, sottolinea, “quasi la metà del gettito è impiegato per queste voci che appaiono inappropriati rispetto al concetto di promozione e sostegno delle attività turistiche”.
Il consigliere esprime perplessità anche sull’utilizzo di parte del gettito per “valorizzare la rete commerciale”, pari a 74 mila euro. Una scelta che, secondo Spadoni, “stride” se rapportata ai risultati concreti, dal momento che “visti i risultati sotto gli occhi di tutti, è davvero difficile cogliere interventi significativi alla luce della progressiva crisi del centro storico e delle attività in esso insediate”.
Da qui l’invito finale all’amministrazione: “L’assessorato potrebbe opportunamente rivedere questi filoni di spesa aggiornando gli interventi sulla base delle effettive necessità, privilegiando sempre la promozione e l’accoglienza turistica”.
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