ecco le 6 nuove stazioni e il piano da 1,5 miliardi
Non è stata una semplice delibera di fine anno, buona per chiudere il bilancio. L’atto approvato dalla giunta capitolina rappresenta il vero via libera tecnico alla richiesta di fondi al Governo per uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi del quadrante Est: l’estensione della metro B oltre Rebibbia, fino a Setteville.
Un’idea che affonda le radici nel 2013 ma che oggi viene rilanciata in una versione più ampia e strutturata. Otto chilometri complessivi di nuova linea, sei nuove stazioni e una promessa chiara: alleggerire la Tiburtina e intercettare il traffico prima che entri in città.
La prima tratta: da Rebibbia a Casal Monastero
Il primo segmento, lungo 3,9 chilometri, è quello più immediatamente collegato ai quartieri già urbanizzati. Tre le fermate previste.
La prima sarà San Basilio, tra via Recanati e via Morrovalle. Una stazione profonda circa 20 metri, con un atrio moderno e un collegamento diretto al piano strada, pensata per servire un’area densamente abitata e storicamente penalizzata sul fronte del trasporto pubblico.
Si prosegue poi verso Torraccia, davanti allo svincolo del Grande Raccordo Anulare di via Belmonte in Sabina. Qui il progetto diventa imponente: una stazione su tre livelli, a 27 metri di profondità, destinata a diventare un punto di riferimento per tutto il quadrante.
Il cuore dell’intervento è però Casal Monastero, futura stazione terminale della prima tratta. Sarà scavata a 31 metri sotto terra e collegata a un enorme nodo di scambio da 110 mila metri quadrati.
Il progetto prevede un parcheggio multipiano da 2.800 posti auto, un terminal bus con 20 stalli e una rete di percorsi ciclopedonali sopraelevati per collegare i quartieri limitrofi. Un vero hub metropolitano pensato per assorbire migliaia di spostamenti quotidiani.
Oltre Roma: la metro arriva a Guidonia
Il tracciato non si fermerà però ai confini della Capitale. La seconda tratta, lunga 4,1 chilometri, porterà la linea B nel territorio di Guidonia Montecelio, con altre tre stazioni.
La prima sarà Tecnopolo, strategica per il distretto industriale e tecnologico della Tiburtina. Poi Settecamini, a servizio di una delle zone più popolose e congestionate dell’area est.
Infine Setteville, nuovo capolinea della linea, dove sorgerà un ulteriore parcheggio di scambio pensato per intercettare i pendolari provenienti dalla provincia prima che imbocchino il raccordo o la Tiburtina.
Costi, fondi e tempi: ora la palla passa al Governo
Roma Capitale ha già fatto la sua parte: 42,2 milioni di euro sono stati investiti per la progettazione. Ora il dossier è pronto per il passaggio decisivo, quello con Palazzo Chigi.
La richiesta al Governo è di circa 1,5 miliardi di euro, che si aggiungono ai 9 miliardi già messi sul tavolo per la futura linea D. Una volta ottenuti i finanziamenti e completato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, la stima è di cinque anni di cantieri.
L’obiettivo: meno traffico sulla Tiburtina e sul GRA
Il senso politico dell’operazione lo ha sintetizzato più volte l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè: «L’estensione della metro B consentirà un notevole scarico di traffico sulla via Tiburtina e migliorerà la circolazione sull’intero Grande Raccordo Anulare».
In altre parole, portare la metro a Setteville significa trasformare radicalmente la mobilità del quadrante Est, passando da un sistema basato quasi esclusivamente sull’auto privata a una rete ferroviaria ad alta capacità.
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