Toscana

La preghiera del pane del Duce riappare sulle buste alimentari. La denuncia di Anpi Arezzo

“Sono amareggiato e stanco di queste pagliacciate”. Termina così la lettera che Roberto Del Gamba, presidente sezione Anpi Arezzo, ha deciso di condividere pubblicamente dopo aver ricevuto la foto di una busta di carta alimentare con sopra impressa la Preghiera del Pane scritta da Benito Mussolini. Un dejà vù che riporta alla memoria quanto accaduto non più tardi di due anni fa. All’epoca, due forni dell’Aretino, utilizzavano sacchetti del tutto simili a quelli oggi diffusi per consegnare pane e altri prodotti da banco.

La preghiera del Pane di Mussolini-2
La busta e lo scontrino con la data del 30 dicembre 2025

Anche all’epoca i titolari delle attività dissero che quelle buste erano state “ereditate” da precedenti gestori e che loro – sebbene al termine del componimento spiccasse l’inconfondibile “M” – non sapevano che l’autore della poesia fosse Benito Mussolini.

Ecco cosa accadde due anni fa

Oggi, ecco che la storia si è ripetuta.

La nota di Roberto Del Gamba

Quando, circa due anni fa, fu fatto notare ai commercianti di una nota catena di panetterie, che sulle loro buste del pane c’era una frase di Mussolini, con tanto di firma, caddero dalle nuvole che loro di politica non ne sapevano niente e non se ne interessavano – scrive Del Gamba – Rileggendo gli articoli di allora, vediamo anche che si giudicava senza senso la polemica seguita alla loro sciagurata iniziativa e fioccavano le rassicurazioni sul fatto che avrebbero, comunque, tolto di mezzo le buste in argomento, se proprio rappresentavano un problema. All’epoca dubitai che quell’ingenuità fosse autentica, ma, personalmente, avevo già deciso che in quei negozi non avrei mai comprato neanche un grissino. Ora come ora penso che i miei dubbi fossero fondati, considerato che le ormai celebri buste sono ancora in uso e, a quanto mi viene riferito, vengono ancora distribuite come se niente fosse. Cosa dobbiamo pensare? Che in queste panetterie ci sono nuovi dipendenti, anch’essi ingenui, che, senza sapere né leggere né scrivere, hanno ritirato fuori ‘ste buste dal fondo dei magazzini? Che, tutto sommato, le buste non sono state mandate al macero perché non conviene sprecare tutta quella carta e chi se ne frega se la mia panetteria sponsorizza la figura di un criminale assassino? O che, ad Arezzo, conviene mostrare certe tendenze politiche, considerato che siamo una delle roccaforti del vannaccismo (o lo eravamo, visti i risultati delle elezioni regionali) e che, tutto sommato, può tornare utile strizzare l’occhio a certe tendenze nostalgiche anche senza ricorrere alle insegne dei negozi con la scritta XMas? Se consideriamo che questi episodi avvengono in un periodo che ci avvicina al 2026, 80° Anniversario della nascita della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza e dalla lotta antifascista, questi episodi diventano ancora più detestabili, denotando una totale ignoranza dei valori sui quali si fonda la nostra convivenza democratica. Personalmente sono molto amareggiato e stanco di queste pagliacciate. Spero lo siano anche gli aretini e spero anche che, in casi come questi, essi sappiano decidere se in certi negozi vale la pena andare oppure no”.


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