Il Medio Oriente a Bari, apre ‘Sciam RistoArt’: “Cucina e cultura”
“Sciam”. “Andiamo”, in dialetto barese. Eppure in pochissimi sanno, pugliesi compresi, dell’origine profondamente mediorientale di quel “muoversi insieme” in vernacolo, come la prima persona plurale del verbo “andare” in lingua araba si riferisca al Levante, ovvero la regione storica che comprende Siria, Libano, Palestina e Giordania, termine spesso usato per identificare la cucina, la cultura accogliente e l’identità dei popoli levantini.
Da pochissimi giorni a Bari c’è un luogo in via Putignani al civico 264, nel cuore del Libertà, che incarna alla perfezione il nesso tra popoli – al di là dei confini geografici – racchiuso in questo termine così affascinante. Si tratta di ‘Sciam RistoArt’, primo centro culturale e gastronomico Italo-Levantino della Puglia che unisce cucina autentica, arte, musica e dialogo interculturale. Non un semplice ristorante, ma un pezzo di Medio Oriente in cui la cucina autentica palestinese, siriana e libanese si intreccia con l’arte, la musica, il cinema e la letteratura araba.
I colori dei lampadari provenienti dal Cairo e i divani tappezzati di stoffe preziose arrivati dall’Egitto, le finiture delle stoviglie intagliate, come teiere e caffettiere turco-libanesi, rendono caldissima l’atmosfera e fanno ben capire quanta bellezza e cura vi sia dietro ogni singolo elemento presente in sala e tra i fornelli, ancora prima di approdare ai sapori. A gestire l’universo di “Sciam” sei professionisti palestinesi, siriani e libanesi, arrivati a Bari diversi anni fa, con vissuti dolorosi e l’obiettivo di promuovere il proprio patrimonio culinario, fatto delle ricette tradizionali tramandate dalle loro nonne levantine.
Qui non solo cibo, quindi, ma anche mostre d’arte temporanee, reading letterari e laboratori di cucina, in previsione dell’apertura in primavera di un giardino arabo dove poter bere tè e rilassarsi con il narghilè. La scelta del quartiere Libertà non è casuale: un rione storico di Bari, vivace e multiculturale, che rappresenta perfettamente lo spirito di apertura e inclusione che anima il progetto.




