Stranger Things, il finale spiegato punto per punto
Attenzione: questo articolo contiene spoiler sul finale della quinta stagione di Stranger Things.
I mondi si avvicinano, gli eroi pagano il conto, la salvezza arriva insieme alla perdita. Stranger Things si congeda così, fedele a se stessa fino all’ultimo fotogramma.
Dopo cinque stagioni distribuite in un decennio, Matt e Ross Duffer chiudono una delle serie più influenti dell’era streaming tornando esattamente da dove erano partiti. La scala produttiva è cresciuta, l’ambizione visiva si è espansa, ma il cuore del racconto è rimasto intatto: un gruppo di ragazzi negli anni Ottanta, una cittadina americana apparentemente qualunque e un orrore che filtra da un’altra dimensione. Con dentro una buona dose di citazioni nostalgiche per Stephen King, Spielberg, i film adolescenziali e Dungeons & Dragons.
Il finale, un episodio di due ore intitolato Capitolo 8: Il mondo reale (in inglese è The Rightside Up, il contrario del Sottosopra), ruota ancora una volta attorno alla sua figura più iconica: Jane, per tutti Undici (Millie Bobby Brown). I suoi poteri psichici, nati e deformati negli esperimenti di un laboratorio governativo, hanno permesso ai ragazzi di Hawkins di scoprire l’esistenza del Sottosopra, un doppio oscuro della loro città infestato da creature ostili.
La quinta stagione ha preparato per sette episodi lo scontro definitivo con Henry (Jamie Campbell Bower), il primo bambino del laboratorio di Hawkins. Trasformato nel tempo in Vecna, Henry si rivela l’architetto silenzioso di gran parte degli eventi che hanno sconvolto Hawkins fin dalla prima stagione. Gli episodi usciti a Natale hanno spiegato che Vecna vive nell’Abisso, un pianeta collegato al Sottosopra, come ha spiegato Dustin Henderson (Gaten Matarazzo), il divulgatore scientifico del gruppo.
Quando il finale comincia, Vecna è a un passo dal completare il suo disegno: usare alcuni bambini rapiti per amplificare i suoi poteri e trascinare l’Abisso sulla Terra, fondendo le due realtà. Undici e gli altri – affiancati dallo sceriffo Jim Hopper (David Harbour) e dall’imprevedibile Murray Bauman (Brett Gelman) – entrano nel Sottosopra con un piano tanto ambizioso quanto disperato, battezzato Operazione Fagiolo magico (Beanstalk).
L’Operazione Fagiolo magico ha funzionato?
Alla fine sì, anche in mezzo a diverse deviazioni.
È Steve Harrington (Joe Keery) a formulare l’idea chiave: sfruttare la versione distorta della torre radio di Hawkins nel Sottosopra come una scala verso l’Abisso, saltando sul pianeta nemico nel momento in cui si avvicina.
Il compito di Undici è ancora più rischioso. Deve entrare nella mente di Vecna, interrompere il suo controllo sui bambini rapiti e bloccare l’avanzata dell’Abisso. Se tutto va come previsto, Hopper e Murray faranno detonare una bomba nel Sottosopra, cancellando per sempre il collegamento con Hawkins.
La prima parte del finale segue l’esecuzione del piano. Undici, insieme a Kali (Linnea Berthelsen), la «sorella» sopravvissuta del laboratorio, e a Max (Sadie Sink), riesce a penetrare nella mente di Vecna e a spezzarne il legame con i bambini. L’Abisso si arresta, dando a Steve e agli altri la finestra necessaria per il salto.
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