La psicanalista Laura Pigozzi sull’educazione dei figli maschi: «È la madre che insegna il rispetto. Non ditegli “Ti amo”, favorite il distacco»
Riproponiamo questa intervista pubblicata lo scorso 24 marzo, tra le più apprezzate del 2025.
Come si educa oggi un figlio maschio al rispetto, alla creazione di relazioni sane? «Mettendo dei paletti: tutto parte da un’educazione al limite», dice la psicanalista Laura Pigozzi, studiosa dei rapporti genitori-figli e autrice di saggi tra cui Amori Tossici, Mio figlio mi adora, Troppa famiglia fa male.
Perché è così importante?
«Il limite dà una bussola per la vita, un punto da cui partire. Oltre c’è il nulla, una terra di nessuno. Un figlio potrà anche decidere di mettere “un piede fuori”, però saprà sempre da che parte tornare».
Come si realizza?
«Con un maschio sono due i momenti importanti. Il primo tra i 6 mesi e l’anno, nella fase dello specchio: la mamma deve fargli capire che è un individuo staccato da lei: “Questo è Giovanni e questa è la mamma”. Se però il messaggio è: “Guarda come siamo belli insieme” si fa l’errore di mostrarsi come un’entità unica. Sta alla madre favorire il distacco dal suo corpo e, secondo passo importante, trasformarlo in tabù. Spesso, invece, il corpo materno è sempre a disposizione. Lo stesso allattamento è “a richiesta”, attento a non far mai uscire il bambino dalla zona di comfort. Ci sono poi la condivisione del lettone fino a età improponibili, i baci sulla bocca, il dire “ti amo”, il trattare un figlio sostanzialmente come si fa con il partner. Gesti che creano confusione. Come aspettarsi poi il rispetto, quando il primo “altro”, ovvero la madre, per lui è sempre stata fruibile e a disposizione?».
Che cosa è importante capire?
«Che amare significa mettere fra sé e lui una giusta distanza. Il compito materno è offrire delle cure esclusive senza eccessi di lontananza, né di presenza. È chiaro che una mamma che stringe al seno il suo bambino pensa di fargli del bene. Ma se questo abbraccio non si molla mai, capirà che quello è il modo di stare con il corpo dell’altro. E quando crescerà e troverà una donna che non gradisce questo stretto abbraccio, questa fusione, per lui sarà incomprensibile».
Come recuperare i possibili errori?
«Per i preadolescenti la parola è fondamentale. Hanno tanta voglia di ragionare, far valere il loro punto di vista. Se si vuole migliorare un insegnamento lì si può agire».




