Cultura

The Zen Circus – Live @ Estragon (Bologna, 12/12/2025)

Credit: Sonia Golemme (CC BY-NC-SA 2.0)

Siamo arrivati a quota tredici per Appo, Ufo e Karim Qqru: “Il Male” è uscito a settembre per Carosello Records e gli Zen Circus, in fase di presentazione, avevano definito l’urgenza del loro nuovo disco come “sala prove, chitarra, basso, batteria e rabbia“.

La band pisana, dopo essersi fermata per un paio d’anni, dopo il tour a supporto del precedente LP, “Cari Fottutissimi Amici” (2022), è finalmente tornata anche live e siamo ora circa a metà con due tappe, già sold-out da settimane, all’Estragon Club di Bologna.

Proprio qui, ricorderà Appino durante il concerto, ha esordito con loro sette anni fa il geometra Pagni, loro tastierista: quello che però più conta per la formazione toscana è l’incredibile risposta ottenuta dai fan felsinei che sono accorsi in massa al concerto, costringendo di fatto il loro booking agent a raddoppiare la data originale.

“Il Male” è sicuramente al centro di questa serata, ma allo stesso tempo nella loro setlist ci sarà anche spazio per trovare numerosi classici che ci fa sempre piacere ascoltare dal vivo.

I toscani sono attivi da oltre trenta anni, prima come Zen e in seguito (dal 2000) come Zen Circus: sono le nove e tre quarti quando Appino e soci salgono sul palco ed è proprio la title-track della loro fatica più recente ad aprire la serata. Il basso di DJ Ufo decisamente ficcante e le rabbiose e potenti chitarre di Appo e del Maestro Pellegrini ci mostrano subito che l’intensità che abbiamo trovato ascoltando il nuovo disco è ben presente anche nella dimensione live: non mancano ovviamente anche invitanti melodie, ma la violenza sonora arriva dritta in faccia, mentre i testi sono sempre taglienti e irriverenti

Subito dopo “La Terza Guerra Mondiale” ci porta verso territori indie-rock più catchy, trascinando il pubblico emiliano che risponde divertito davanti a questo potenti scariche di adrenalina che Appino e soci riescono a emettere.

Con il recente singolo “Miao” Appo recupera la sua chitarra acustica e, se da una parte il tono sembra più riflessivo e poppy, poi arriva un coro incredibilmente energico e inarrestabile in cui l’intensità la fa da padrona.

Se “Il Fuoco In Una Stanza” rallenta i toni con tanto di piano (cortesia del Geometra Pagni), “Andate Tutti Affanculo”, title-track del loro LP del 2009, è delirio puro, dove tutti i presenti cantano e ballano e la parte strumentale non fa altro che aumentare l’adrenalina del pezzo.

“Novecento” è un’altra prova di forza, cattiva, rumorosa e incazzata, mentre l’accoppiata “Un Milione Di Anni” – “Appesi Alla Luna” ci mostra il volto più malinconico e riflessivo della formazione pisana.

Dopo altri momenti di esaltazione con “Figlio Di Puttana” e la “gara” di crowdsurf su canotto fra Appo e il Maestro Pellegrini (per la cronaca vinta dal primo) durante “Ragazzo Eroe”, è il principale singoli del nuovo album, “Solo Un Momento”, a chiudere il mainset con attimi di totale passione, mentre non manca l’adrenalina nella parte conclusiva del brano.

Un paio di minuti e gli Zen Circus tornano sul palco dell’Estragon per un encore composto da due piccoli inni, “L’Anima Non Conta” e “Viva”, un’esplosione di intensità per la gioia di ogni presente che ovviamente canta ogni singola parola.

Mentre Appino dà l’appuntamento a domani sera per la seconda serata, torniamo al freddo di un illuminatissimo Parco Nord, soddisfatti da un concerto ancora una volta incredibilmente trascinante da parte del gruppo di Pisa: se da una parte il nuovo disco ha aggiunto ulteriore rabbia ed energia al loro set, dall’altra la loro vena più pop non manca di brillare, lasciando tutti soddisfatti.


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