docente di filosofia, ha formato generazioni di studenti del liceo classico Vico

È una frase dell’Etica di Baruch Spinoza a comunicare alla sua Chieti che Federico Leoni, il professor Leoni, non c’è più: “Sentiamo e sperimentiamo di essere eterni”. Avrebbe compiuto 80 anni il mese prossimo.
Nato ad Arezzo, ma arrivato da ragazzino a Chieti, dove ha frequentato il liceo scientifico Masci, è stato uno storico docente di filosofia al liceo classico Gian Battista Vico, dove il professor Leoni ha contribuito a formare intere generazioni di studenti, trasmettendo loro la passione per le discipline che mai aveva smesso di studiare. Dopo la pensione, infatti, aveva proseguito il suo impegno all’Unitre, l’università delle tre età, con cui collaborava con il consueto entusiasmo.
E proprio la “sua” Unitre lo descrive come “un intellettuale appassionato e guida per generazioni di studenti”, salutandolo “con profonda commozione” e ricordando che “ha onorato con il suo instancabile impegno di docenza la nostra associazione, lasciando un segno indelebile nelle vite di tante generazioni di studenti di tutte le età”.
“Federico Leoni – prosegue il ritratto dell’Unitre – riconosciuto da tutti per la sua straordinaria passione per il pensiero filosofico e per l’insegnamento, ha rappresentato negli anni una figura ineguagliata nel panorama culturale teatino, grazie alla sua grande capacità di trasmettere non solo conoscenze, valori e spirito critico ma anche e soprattutto per essere un esempio di specchiata onestà intellettuale. Con un metodo rigoroso, ma al tempo stesso di grande coinvolgimento, ha stimolato in tutti i suoi studenti, senza mai risparmiarsi e profondendo potentissime energie vitalistiche, la curiosità e la riflessione profonda su temi universali e contemporanei. Di fronte alle sue parole non è mai stato possibile mostrare indifferenza o sospetto, si poteva solo accoglierle come una sorta di nutrimento intellettuale e di medicamento alle intime sofferenze accumulate nella banalità del vivere quotidiano. Anche dopo il pensionamento, il Professore ha continuato a coltivare e diffondere l’amore per la filosofia, tenendo un corso frequentatissimo presso la nostra associazione. Qui, con la stessa energia e dedizione di sempre, ha saputo raccogliere intorno a sé una nutrita, frequentatissima platea di appassionati, offrendo stimoli preziosi e occasioni di confronto a persone di tutte le età. La sua presenza nell’associazione ha rappresentato un ineludibile punto di riferimento e un vero motore di crescita culturale per tutta la città”.
“Lascia in ognuno di noi – prosegue il ritratto – il ricordo di una persona gentile, disponibile, sempre pronta al dialogo e convinta che la ricerca della verità sia un cammino senza fine. Con la sua scomparsa, Chieti perde non solo un grande professore, ma anche un uomo di rara umanità, che ha saputo seminare cultura, passione e amicizia. Alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui un pezzo di strada, giungano le nostre più sentite condoglianze. Caro Federico, sei stato un gigante sulle cui spalle abbiamo cercato di arrampicarci per vedere oltre il nostro piccolo e ristretto orizzonte. Il tuo insegnamento continuerà a vivere nei cuori e nelle menti di chi ti ha ascoltato, seguito e stimato. Come diceva Seneca, ‘Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare’: grazie per averci insegnato a cercare la nostra rotta, anche nei mari più agitati”.
Chi lo vorrà, potrà dare l’ultimo saluto al professor Leoni sabato 13 dicembre, fino alle ore 16, all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.
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