Italiani in viaggio con il proprio AI travel agent

In viaggio con l’Artificial Intelligence (AI) o, meglio, con l’AI personal travel agent, vero e proprio avatar digitale in grado d’interpretare intenzioni, emozioni e contesti di riferimento di ogni singolo viaggiatore. Nel 2025 a utilizzare l’AI per scegliere le mete, organizzare le vacanze e prenotare i viaggi è stato quasi 1 turista su 3 (29%, +77% rispetto all’anno precedente) mentre a farlo in modo ricorrente è stato 1 su 5. L’8% dei viaggiatori si è avvalso, inoltre, dell’aiuto della chat. A rilevarlo uno studio condotto da Albergatore Pro, consulente specializzato nel settore hotellerie, che ha analizzato i dati di 1.574 strutture ricettive sparse in tutta Italia. Trainata da Milano e Bologna, nel Nord Italia la penetrazione ha superato il 40% mentre nel Centro e nel Mezzogiorno i valori sono più bassi ma in crescita costante, con incrementi annui che sfiorano il 20%. E se sul fronte del genere il divario tra i 2 sessi è pressoché annullato, a livello anagrafico il tasso d’utilizzo supera il 55% nella fascia under 35 mentre in quella compresa tra 35 e 54 anni s’attesta intorno al 30%.
“Siamo di fronte a un cambio di paradigma che potrebbe concretizzarsi definitivamente entro 3 anni al massimo – spiega Gian Marco Montanari, amministratore delegato di Albergatore Pro – Lo stesso ceo di Booking, Glenn D. Fogel, ha recentemente dichiarato che se gli utenti cominceranno a pianificare il viaggio parlando direttamente con un assistente conversazionale, il ruolo tradizionale di punto d’ingresso delle piattaforme sarà in serio pericolo”. In uno scenario positivo qual è l’attuale che vede il tasso medio d’occupazione aumentare di 0,6 punti rispetto al 2024 a quota 71,7% e la tariffa media giornaliera ovvero l’Average daily rate (calcolata su una camera doppia con colazione inclusa) crescere mediamente del 3,1%, toccando quota 163,9 euro, la reputazione online diventa, peraltro, un asset economico misurabile: uno 0,2% in più nei punteggi di soddisfazione può tradursi, infatti, in un +6% di tariffa media giornaliera. “Questo ha un impatto diretto su ricavi, marginalità e valore della struttura – precisa Montanari – In tal senso gli hotel non possono più vivere d’inerzia e saranno presto chiamati a riprogettare linguaggi, servizi ed esperienze per rimanere competitivi”. O chiudere i battenti.
L’avvento dell’Agent AI, del resto, porta con sé novità in grado di rafforzare ulteriormente il trend positivo in atto dal 2024. In particolare, a fronte di un tasso medio d’occupazione aumentato di 0,6 punti a quota 71,7%, quest’anno l’Adr (calcolata su una camera doppia con colazione inclusa) ha messo a segno una crescita media del 3,1%, toccando quota 163,9 euro. A registrare il maggior aumento della Adr negli ultimi 12 mesi sono state, peraltro, le strutture in montagna, con un +5,8% a quota 203,3 euro per notte, davanti a quelle lacustri (+4,2%, 197,3 euro), marittime (+1,1%, 161,1 euro) e cittadine (+1,3%, 129,9 euro).
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