VIDEO | Il passaggio della fiamma olimpica nel cuore di Arezzo

Dalla partenza di viale Giotto fino all’arrivo in via Fiorentina, passando per Corso Italia, piazza Grande, piazza San Francesco, piazza Guido Monaco e via Petrarca, migliaia di aretini hanno salutato il passaggio della fiamma olimpica.
Un’attesa durata 20 anni
Nella giornata di oggi, mercoledì 10 dicembre, Arezzo ha vissuto da protagonista il transito di uno dei simboli dei Giochi Olimpici, con l’impiego di oltre 15 tedofori che si sono passati la torcia lungo le strade della città. Il viaggio della fiamma in Italia, sede della rassegna olimpica invernale di Milano-Cortina che scatterà il prossimo 6 febbraio, ha preso il via da Roma lo scorso sabato 6 dicembre e attraverserà il paese per un totale di 60 tappe.
La carovana olimpica ha iniziato la sua “tappa aretina” intorno alle 13,15 con l’accensione della fiamma e, a ogni passaggio del testimone nei vari punti del centro cittadino, qualche minuto di sosta per consentire al numeroso pubblico presente nelle strade di assistere al tradizionale rito e di incitare il successivo tedoforo. Per poco più di un’ora il cuore della città si è fermato, nell’attesa di vivere il momento del passaggio dell’iconico simbolo olimpico.
Era esattamente da due decenni che Arezzo, così come il resto dello stivale, non viveva il passaggio della torcia a cinque cerchi. L’ultima volta, infatti, era accaduto per i Giochi Olimpici di Torino 2006. Un appuntamento, quello di oggi, che ha coinvolto istituzioni, scuole e associazioni sportive, oltre al Gruppo Sbandieratori di Arezzo. Tra i tedofori anche due studenti di Rondine provenienti da popoli in conflitto, nemici, oggi impegnati in un percorso di convivenza e trasformazione creativa del conflitto: Viktorija, serba e Bind, kosovaro.
“È sicuramente una bella giornata – ha affermato l’assessore Federico Scapecchi -. La città è in fermento, ho parlato con alcuni tedofori e l’emozione è palpabile. L’orario non è dei più felici perché quello della pausa pranzo di un giorno infrasettimanale però la città sta rispondendo molto bene. Tutto il mondo guarda il percorso della fiamma olimpica verso Milano, quindi Arezzo è nuovamente al centro delle attenzioni, in questo caso grazie allo sport”.
La storia della torcia
La torcia olimpica è il mezzo di trasporto della fiamma durante la staffetta che la porta dal luogo dell’accensione (di solito l’antica città di Olimpia) al luogo di celebrazione dell’olimpiade. Dall’edizione di Berlino 1936, il comitato organizzatore realizza una torcia dal design originale che viene poi utilizzata per tutto lo svolgimento del viaggio della fiamma, fino all’accensione del braciere finale.
La prima staffetta dei Giochi invernali ebbe luogo nella 6ª edizione dei Giochi Olimpici invernali, quelli di Oslo 1952: in questo caso, però, il fuoco non venne acceso a Olimpia, ma a Morgedal in Norvegia, nel caminetto della casa di Sondre Norheim, uno dei pionieri dello sci. Il fuoco venne acceso nello stesso luogo anche per le edizioni invernali del 1960, svoltesi a Squaw Valley in California; nel 1956, invece, la torcia partì da Roma per Cortina d’Ampezzo. In seguito, la staffetta prese il via da Olimpia per tutti gli altri Giochi Olimpici invernali.
Per l’edizione di Milano-Cortina 2026 la cerimonia di accensione della torcia è avvenuta il 26 novembre a Olimpia e dopo circa una settimana in terra greca, il 4 dicembre si è svolta la cerimonia di consegna ad Atene con il passaggio ai primi tedofori italiani, gli olimpionici Filippo Ganna e Jasmine Paolini, che hanno portata la fiamma in Italia.
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