Caccia in Alto Adige, l’allarme dell’associazione animalista sui pericoli per animali e cittadini – Cronaca
BOLZANO. LNDC Animal Protection, una tra le più grandi associazioni italiane impegnate nella lotta a protezione degli animali, esprime preoccupazione di fronte alle dichiarazioni della Provincia che celebrano la crescita dei nuovi cacciatori in Alto Adige, con quasi 250 neodiplomati e un raddoppio degli iscritti diciottenni negli ultimi cinque anni. L’associazione definisce “anacronistica” la narrazione di una caccia in salute, richiamando la pericolosità dell’attività non solo per gli animali, ma anche per la collettività.
Secondo dati dell’Associazione Vittime della Caccia, tra settembre e dicembre si registrano 29 vittime umane, di cui 7 morti e 22 feriti. LNDC segnala come ogni stagione vengano documentati incidenti gravi in aree pubbliche, vicino a case, strade e sentieri frequentati da famiglie ed escursionisti, richiamando il tema della sicurezza dei cittadini.
La presidente Piera Rosati definisce “sconcertante” la presentazione della caccia come pratica sostenibile senza riferimenti ai rischi concreti. “Non esiste un altro hobby che provochi ogni anno decine di vittime”, afferma, invitando a riflettere sulle conseguenze etiche e ambientali nel contesto della tutela della biodiversità, indicata come prioritaria a livello europeo.
LNDC rinnova l’appello per un cambiamento legislativo e ricorda le oltre 53mila firme raccolte da associazioni animaliste per la proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Senato per l’abolizione totale della caccia, ora all’esame delle commissioni parlamentari.




